Appello contro linvasione di installazioni sponsorizzate dalla galleria Ca DOro Il progetto prevede loccupazione di piazze e strade con 30 artisti della sua scuderia Ad organizzare la rassegna prevista a giugno Gloria Porcella, ex consigliera Fi CARLO ALBERTO BUCCI Uno spettro si aggira per le piazze del centro. È lo spauracchio di una "Biennale della scultura di Roma" di basso livello. Lha organizzata per giugno Gloria Porcella, gallerista, ex consigliere municipale di Forza Italia, offrendo, ad esempio, via dei Fori imperiali a Serkan Dekaia, le aiuole del Colosseo a Pierluigi Slis, piazza San Lorenzo in Lucina a Camilla Ancillotto. Non li avete mai sentiti? Neanche noi. Sono autori assenti dal panorama delle grandi mostre e delle collezioni pubbliche internazionali. Hanno però esposto alla Ca DOro: una galleria assente dalle grandi fiere mondiali e nazionali dellarte ma pronta a sfornare il piano per una kermesse nella Città Eterna da farsi in concomitanza con la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel, le più antiche e blasonate rassegne del contemporaneo, che apriranno i battenti proprio questa estate. Più noto è J. Seward Johnson Jr ma solo perché alla Ca DOro è di casa da anni e perché è sua la scultura in alluminio, che mima il "Risveglio" di un gigante, collocata nel novembre 2009 davanti allobelisco di Marconi allEur. La piazza era stata concessa dalla Soprintendenza statale ai beni architettonici solo «per alcuni giorni» per il ventennale della caduta del Muro di Berlino «e ora tocca a Eur spa rimuoverla», precisano dal San Michele. Il gigante sta invece ancora lì: ostacolo alla visione del paesaggio razionalista ed elemento di disturbo rispetto alla qualità dei rilievi in marmo scolpiti a partire dal 1937 da Arturo Dazzi. I curatori di Artribune non vorrebbero che il caso del Risveglio si ripetesse con uno dei pingui personaggi in bronzo di Fernando Botero che Gloria Porcella e Lamberto Petrecca della Ca Doro propongono di installare in piazza di Pietra. E per questo sul sito hanno lanciato lappello: "Chi salverà Roma da questa mostra?". Lha raccolto, tra gli altri, lex assessore della Cultura della giunta Alemanno, Umberto Croppi che, formata lassociazione "Una città", si prepara a scrivere una lettera aperta al sindaco «affinché - sostiene - per il bene di una capitale dellarte contemporanea qual è diventata Roma con il Macro, il Maxxi, la fiera The Road, le gallerie e le fondazioni, dica no a questa Biennale». Dotata di un suo logo (labusatissimo Colosseo), di un dominio web che rimanda ai telefoni della Ca Doro e di una lista di 30 autori da piazzare in altrettanti luoghi tra i più belli di Roma (il portico dOttavia per Mira Maylor, piazza Farnese nelle mani di Mauro Perucchetti, tra gli altri), la "Biennale di scultura" non ha ricevuto ancora il via libera dalla Sovrintendenza comunale né dallassessorato alla Cultura capitolino. «A noi non è stato presentato nemmeno il progetto» precisa lassessore Dino Gasperini. «È vero che - aggiunge - siamo pronti a prendere in considerazione proposte per mostre e installazioni darte contemporanea nel centro storico. Ma solo a patto che si tratti di opere di straordinaria qualità e di assoluto rispetto del contesto urbano, davvero straordinario, che le dovrà accogliere. Vaglieremo le eventuali proposte in accordo con il ministero Beni culturali e avvalendoci della consulenza di direttori dei musei e critici internazionali». Il pdl Gasperini, già delegato al Centro storico, cestina insomma lidea della compagna di partito e linvasione della città da parte degli artisti della Ca DOro. Nipote del critico Amadore, erede della galleria del padre, Antonio, Gloria Porcella si fregia di essersi laureata in storia dellarte negli Usa e di essere responsabile - si legge nel suo sito - del "Dipartimento cultura della Regione Lazio" (nonché, negli anni di Fi, "dirigente romana di Azzurro Donna"). Alla Regione negano però di averle mai dato un incarico alla Cultura.