Approvato il piano: vietati cartelli fissi e insegne in centro I manifesti temporanei sui ponteggi dovranno passare al vaglio della giunta Novità in arrivo anche per loro: niente passaggio di licenze, scatta la moratoria Un centro storico senza pubblicità. Niente cartelloni, totem, gonfaloni, striscioni, manifesti e manifestini: nellarea Unesco sarà tutto vietato. Non saranno concesse nuove autorizzazioni, quelle attuali saranno valide fino a scadenza: poi addio. Scordatevi le storiche «vetrinette» sotto i portici di piazza Repubblica, i cartelloni 6 per 3 simili a quelli del Cairo, che circondano la Fortezza da Basso e forse, dal 2014, quando scadrà il permesso, anche allinsegna «Martini», ben visibile da piazza del Duomo. Tra qualche anno avremo un centro a «impatto pubblicitario zero», giura il numero due di Palazzo Vecchio Dario Nardella dando il via ad una crociata dal sapore no global che però in realtà, chiarisce il vicesindaco, «ha un obiettivo in contro tendenza rispetto alle altre grandi città, ridurre linquinamento visivo, far diventare Firenze la città con il minor numero di metri quadri di pubblicità per abitante dItalia». La giunta di Palazzo Vecchio vara il nuovo piano generale degli impianti pubblicitari «rottamando» migliaia di metri quadri di reclame in giro per la città, addirittura dimezzando il totale degli spazi potenzialmente adibiti agli spot, da 31 mila a 15 mila metri quadri e però dando il via libera agli impianti di nuova tecnologica. Addio a 5 mila gonfaloni oggi appesi ai pali della luce (quelli autorizzati sono ancora validi, quando scadranno niente rinnovi) e agli striscioni da un palazzo allaltro, in gran parte usati per la comunicazione istituzionale proprio da Palazzo Vecchio. Ma è sul centro storico che si abbatte la stangata: oggi ci sono circa 400 metri quadri di spazi pubblicitari, non appena scaduti scompariranno. Niente cartelli, niente spot nemmeno sulle pensiline dellAtaf: «Cercheremo di ridurre al massimo in centro anche la presenza delle pubbliche affissioni che per legge devono essere almeno 6.600 metri quadri in tutta la città», spiega il vicesindaco. Le concessioni di Firenze Mobilità - la società del project dei parcheggi - non saranno rilasciate. Ok solo alle pubblicità provvisorie, legate agli eventi o alle rassegne: «Quelle che durano pochi giorni», aggiunge Nardella. Meno pubblicità meno introiti: oggi Palazzo Vecchio incassa 7,5 milioni di euro lanno e sicuramente diminuiranno col nuovo piano che entrerà in vigore dopo lok del consiglio comunale: «Stiamo facendo i conti, incasseremo meno, ma non tanto: riducendo i metri quadri totali aumenta il prezzo al metro quadro e in compenso tuteliamo la nostra città», ragiona Nardella. Ma il nuovo piano è anche altro. Le preinsegne dei ristoranti come i cartelli che indicano la direzione di negozi, centri commerciali o alberghi vengono regolati, niente più giungla: saranno a pagamento in tutta la città. Tutte gli impianti saranno concessi con gara, niente affidamenti diretti. Quelli di proprietà dei privati dovranno passare al vaglio degli uffici. Non solo: con una «clausola etica» contenuta nel nuovo articolo 7 del regolamento, stop alle «immagini blasfeme e lesive dei valori culturali e religiosi» in tutti i manifesti della città. Il gestore dellimpianto dovrà comunicare al Comune che non ci sono immagini lesive. Lotta selvaggia ai cantieri «fantasma»: «Ci sono ponteggi che rimangono montati spesso solo perchè cè la pubblicità, ora basta: ogni spot deve passare al vaglio della giunta e non può andare avanti per più di 180 giorni», spiega Nardella, che ripete che non si vedrà mai più un cartello pubblicitario come quello dellEsselunga sul ponteggio del Ponte Vecchio autorizzato dalla Soprintendenza che cura il restauro del corridoio vasariano. Salvo laperitivo ai chioschini della città sparsi tra piazza Ferrucci, Savonarola, Poggi, i lungarni e i viali: non hanno la licenza di pubblico esercizio e dovrebbero trasferirsi in fondi commerciali chiusi ma Palazzo Vecchio col nuovo piano della somministrazione approvato dopo quello della pubblicità sana la loro posizione. A patto che non cedano o vendano lattività: «E una regola anti rendita», spiega Nardella. Stop anche ai caffè dentro lavanderie, concessionarie dauto o centri estetici.
FIRENZE - URBANISTICA. Spazi dimezzati e clausola etica la pubblicità sarà a impatto zero
La giunta di Palazzo Vecchio ha approvato un nuovo piano generale degli impianti pubblicitari, che prevede la vietazione di cartelli fissi e insegne in centro storico. I manifesti temporanei sui ponteggi dovranno passare al vaglio della giunta. Le preinsegne dei ristoranti e negozi dovranno essere a pagamento e saranno concessi con gara. Il piano prevede anche la riduzione del totale degli spazi potenzialmente adibiti agli spot, da 31 mila a 15 mila metri quadri. Inoltre, verranno introdotte regole anti-rendetta e si fermerà la pubblicità in luoghi come i caffè dentro lavanderie o centri estetici.
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