Gli straordinari bronzi etruschi della Chimera di Arezzo e dellArringatore ora hanno una sala tutta per sé. Idem la splendida statua, sempre in bronzo, della Minerva che troneggia allingresso del primo piano del Museo archeologico nazionale di Firenze, quasi un viatico alla nuova sistemazione delle collezioni etrusche in galleria. Sale buie, mal illuminate da faretti, in cui si perdono contorni, prospettiva e visione di questi capolavori assoluti. «Non abbiamo fondi e ci siamo dati da fare da soli» confessa la direttrice del museo Carlotta Cianferoni. Peccato, perché si ha limpressione che si potesse fare di meglio. Magari chiedendo a Targetti (leader del settore a Firenze) di sponsorizzare un impianto più adeguato. O bussando allEnte Cassa, che non lesina mai denari alle mostre del Polo museale fiorentino. Ma tantè, in tempi di drastici tagli ai bilanci, almeno i tre pezzi cardine della collezione etrusca non sono più assiepati in un corridoio di passaggio. E la Minerva restaurata e privata dellorpello di un braccio aggiunto in epoca settecentesca, rientra nel museo trionfalmente dopo un lungo tour in Giappone e ad Atene. Si presenta così il riordino e la sistemazione definitiva delle collezioni storiche etrusche al primo piano del museo: il corridoio occupato dalle vetrine (recuperate tra quelle antiche) con i bronzetti etruschi, la sala della Chimera e dellArrigatore con la Testa di Fiesole (ora in mostra a Roma), due sale con le urne e i sarcofagi provenienti dai territori di Chiusi e Volterra ben allineati. E cosa manca ancora? «La sistemazione del topografico, che documenta i reperti provenienti dal territorio dellEtruria, materiali restaurati che aspettano ancora di essere ricollocati dopo lalluvione» osserva Cianferoni, precisando che le sale del secondo piano con le collezioni greco- romane e quelle egizie sono da tempo in ordine. Quanto al nuovo progetto per riaprire il fronte ex Bronzi di Riace su piazza Ss. Annunziata, cè il progetto ma non i fondi Arcus promessi. «Abbiamo avuto solo 1 milione di euro e per ora risistemiamo il ballatoio sopra ai locali del topografico e la scala» aggiunge la direttrice. Utili novità, il nuovo servizio di archeoguida, noleggiabile allingresso con 5 euro, un piccolo terminale touch screen che fornisce ai visitatori indicazioni, note e immagini su tutte le sezioni del museo, oltre tre dvd in vendita al bookshop. Linaugurazione del riallestimento sarà martedì prossimo (ore 16), in occasione della Settimana dei Beni culturali, insieme ad una mostra sulle ricerche Champollion. Intanto, è arrivata la nuova soprintendente, Maria Rosaria Barbera, assente ieri alla presentazione del riordino. Che dire, se non rimarcare che da sempre il Museo archeologico fiorentino ha fama di essere la cenerentola dei musei in città: pochi ingressi a confronto di big come Uffizi e Accademia (ha appena superato la soglia dei 50 mila visitatori allanno), fondi scarsi e sempre più ridotti. Eppure dopo Valle Giulia a Roma, è lantiquarium più importante dItalia per le collezioni risalenti ai Medici.