Qualche dubbio ancora rimane. C'è chi come San Tommaso ora vorrebbe toccare per credere. Vedere in concreto come verrà declinata la convenzione siglata con l'imprenditore Diego Della Valle per il restauro del Colosseo. Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura di Roma Capitale, chiede di conoscere integralmente la convenzione. Mollicone e l'ex assessore alla Cultura Croppi ieri l'altro hanno ricevuto dalla Tod's una lettera di diffida. «Atto inaccettabile che ritengo ai limiti dell'intimidazione - protesta Mollicone, rampelliano, passato ormai scopertamente all'opposizione interna - Non solo continuerò a parlare ma, in virtù del ruolo istituzionale che ricopro, ribadisco i seguenti interrogativi: perché ad aprile 2010 si è parlato di una cordata guidata dal signor Della Valle finita poi nel nulla? Quali sono le differenze sostanziali tra il bando di agosto 2010 e la convenzione successiva? Perché il signor Della Valle non ha partecipato al bando, andato poi deserto?». «Per chiarire i contorni della vicenda - annuncia Mollicone - inviterò in audizione in una prossima seduta della commissione Cultura il commissario Roberto Cecchi e un rappresentante della Tod's SpA». Le spiegazioni del commissario delegato Roberto Cerchi hanno fugato però molte delle perplessità avanzate. Anzitutto il sospetto che dietro il restyling del monumento si celassero finalità troppo commerciali. Dal «restauro del Colosseo può partire una grande, operazione di rilancio dell'archeologia nazionale e mondiale - ribadisce il suo punto di vista il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro - occorre infatti unite il Colosseo ai siti di Pompei, Leptis Magna in Libia e Bam in Iran». Uria nmva di come sia cambiata ora la prospettiva. Cecchi ha richiamato l'esempio del Ponte dei Sospiri e di Palazzo Ducale a Venezia riferendosi alle polemiche sull'ampiezza dei messaggi pubblicitari che impediscono al pubblico di vedere i monumenti nella loro interezza e autenticità. «Prima con il bando internazionale - ha sostenuto il commissario alle Aree archeologiche - poi nella trattativa con il gruppo Tod's si è tenuto fermo il principio di limitare al massimo la cartellonistica, autorizzandola solo sulle recinzioni di cantiere, quindi non oltre i due metri e quaranta centimetri». «Leggendo il testo della Convenzione - riprende il sottosegretario Giro - credo sia rilevante mettere l'accento sulle finalità della nuova Associazione senza fini di lucro Amici del Colosseo». «Dovrà - spiega Giro - promuovere e dare visibilità pubblica a livello nazionale e internazionale ai lavori quale esemplificazione dell'attività culturale e del patrimonio storico artistico italiani di cui il Colosseo è uno dei simboli più rilevanti». Altro punto qualificante sarà la possibilità da parte di Enti pubblici italiani e esteri di aderire all'Associazione onlus . «Allora sarebbe davvero una bella sfida - osserva ancora Giro - se alla nuova Onlus aderisse il Comune di Pompei, a suggellare una alleanza per il rilancio dell'archeologia nazionale».