L'EVENTO. Iniziativa di Comune, Società Letteraria e Banco Popolare All'Arsenale dal 13 maggio quadri, documenti , armi e curiosità d'epoca in un'esposizione articolata del materiale che manca ancora di una sede stabile Ricordare la Verona risorgimentale attraverso un'esposizione giocata su un percorso vivace, distinto in una quindicina di sezioni, nelle quali figureranno non soltanto quadri e sculture, ma anche armi, abiti, monete, documenti vari, la cui immagine-guida sarà il famoso quadro di Pietro Rossi Uccisione di Carlotta Aschieri prestato dalla galleria di Palazzo Forti, da dove proverranno un'altra decina di opere della circa 200 esposte, sul totale dei 2.461 pezzi attualmente conservati al museo di Castelvecchio, che nel loro complesso rappresentano il patrimonio sommerso di quel museo del Risorgimento veronese più volte, dal 1908 ad oggi, reso accessibile alla visita del pubblico, ma poi sempre desinato a ritornare nel chiuso delle stanze destinate alla conservazione. Ora, in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, la nostra città, grazie all'impegno del Comune e della Società letteraria e al contributo del Banco Popolare, avrà la mostra «Museo del Risorgimento - Verona dagli Asburgo al Regno d'Italia», che sarà allestita all'ex Arsenale dal 13 maggio all'11 settembre, curata da Ettore Napione, conservatore della direzione musei civici di Verona. È stato annunciato nell'incontro che si è svolto nella sede della Popolare di piazza Nogara per un duplice evento: appunto, l'annuncio della mostra e la presentazione della ristampa del volume Il Risorgimento a Verona, 1797-1866 di Raffaele Fasanari (vedi articolo a destra). Libro e mostra sono legati a doppio filo: fu infatti proprio Fasanari che nel 1966 organizzò a Palazzo Forti una mostra sul Risorgimento che avrebbe dovuto preludere all'istituzione di un museo permanente. Ma Fasanari scomparve prematuramente e il progetto si arenò. «Il museo del Risorgimento conobbe varie fasi», ha spiegato ieri la Marini. «Dalla prima sede di Palazzo Pompei nel 1908 al trasferimento a Castelvecchio nel 1926, a una esposizione dedicata nel 1938 che chiuse per riaprire nel 1953 in occasione del centenario di Carlo Montanari, alla riapertura nel 1961 a opera di Licisco Magagnato. Ora 200 opere del patrimonio custodito a Castelvecchio cui si aggiungono vari prestiti saranno visibili: non ci sarà La malinconia di Hayez che si trova a Torino, all'Officina Grandi Riparazioni nell'ambito della mostra "Fare gli italiani", ambasciatore di Verona in una delle maggiori mostre per i 150 anni dell'Unità». L'assessore Perbellini ha espresso l'auspicio che anche il presidente Napoletano, a Verona in occasione del debutto della stagione lirica, faccia tappa all'ex Arsenale.
Il museo mancato del Risorgimento parte dalla mostra
La mostra "Museo del Risorgimento - Verona dagli Asburgo al Regno d'Italia" sarà allestita all'ex Arsenale di Verona dal 13 maggio all'11 settembre. La mostra sarà curata da Ettore Napione e presenterà 2.461 pezzi del patrimonio del museo di Castelvecchio, tra quadri, sculture, armi e documenti. La mostra sarà legata al volume "Il Risorgimento a Verona, 1797-1866" di Raffaele Fasanari, che sarà ristampato in occasione dell'evento. La mostra sarà un'occasione per ricordare la Verona risorgimentale attraverso un'esposizione giocata su un percorso vivace.
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