Biblioteca che lo ospita ha tempo fino a ottobre per saldare prestito Roma - (Adnkronos) L'opera di Sant'Agostino, il più antico libro stampato in Italia (secondo al mondo dopo la Bibbia di Gutenberg) realizzato a Subiaco da due chierici tedeschi, nel 1465 e attulamente conservato nella Biblioteca di Storia Patria di Napoli potrebbe non essere più disponibile neanche in quelle poche circostanze in cui viene esposto al pubblico Il "'De Civitate Dei' -dice Renata De Lorenzo presidente e direttrice della Biblioteca- non è esposto normalmente al pubblico. Se qualcuno lo richiede lo mostriamo. Durante il prossimo convegno dell'Aib, l'associazione delle biblioteche italiane, sarà presentato come se fosse un quadro. Non abbiamo sistemi di sicurezza che garantiscano la sua sicurezza". Ma ora le cose potrebbero complicarsi ancora di piu'. E il 'Civitate Dei' rischia di essere 'oscurato' definitivamente La causa? Il possibile fallimento della Biblioteca di Storia Patria che non ha più i fondi per andare avanti. Se la biblioteca dovesse chiudere i battenti, il destino del incunabolo, di proprietà della Biblioteca della Società Patria di Napoli, sarà stabilito in base "al confronto tra le sovrintendenze regionale per i Beni Archivistici, da quella regionale per i Beni Librari e dalla sovrintendenza storico-artistica che fa capo al polo museale di Napoli". A confermarlo, all'ADNKRONOS, è Francesca Russo della Biblioteca napoletana, per la quale collabora gratuitamente. "In particolare, ad occuparsi del 'De Civitate Dei' - spiega Russo-dovrebbe essere la Sovrintendenza regionale dei Beni librari. L'alienazione di tutti i beni della biblioteca, comunque, non sarà possibile prima che le autorità territoriali non avranno espresso l'autorizzazione ad una eventuale collocazione".La Biblioteca, che conserva l'incunabolo ha tempo solo fino ad ottobre per restituire al Banco di Napoli ben 150mila euro ricevuti in prestito. I fondi per rispettare la scadenza al momento non ci sono. A rendere noto il futuro dell'istituzione campana è la presidente e direttrice della Biblioteca, Renata De Lorenzo, che parlando con l'ADNKRONOS, lancia l'allarme."Abbiamo tempo fino a settembre o al massimo ottobre - chiarisce - termine ultimo entro il quale dovremo restituire il prestito di 150 mila euro per il 2008 erogato dal Banco di Napoli. Se la situazione non dovesse cambiare, se non dovessimo ricevere una mano, rischiamo il fallimento"."Negli anni passati siamo sempre andati avanti - spiega De Lorenzo - con i contributi erogati dal comune di Napoli per i quali a fine anno abbiamo fatto regolare rendiconto. Contributi che dal 2008 ad oggi non sono più stati corrisposti alla nostra Istituzione. Vantiamo, così, tre anni di arretrati". (segue) dal comune dovremme avere 460 mila euro (Adnkronos) - "Avanziamo dal comune 460 mila euro. In questi anni, siamo diventati debitori noi stessi nei confronti dei fornitori e del personale che non viene pagato, ma che continua a lavorare, per altri 70-80 mila euro. Da agosto un nostro dipendente è già in cassa integrazione"."Ciò che trovo davvero scandaloso - sottolinea con rammarico De Lorenzo - è che recentemente abbiamo chiesto un contributo all'ufficio Cultura del Banco di Napoli, anche simbolico, per la pubblicazione di un catalogo di monete del Regno di Napoli. Un'iniziativa che attiene proprio agli interessi del Banco di Napoli che avrebbe dovuto sposare la causa ma che, al contrario, si è rifiutato di sostenerci in modo categorico"."Ora - aggiunge De Lorenzo - siamo costretti ad andare avanti sulla base di un impegno volontario da parte di tutti noi. L'unico aiuto che abbiamo ricevuto è stato quello preveniente dall'assessorato alla ricerca e all'Università della regione Campania, guidato da Guido Trombetti, di 100mila euro. Un aiuto destinato alla gestione della biblioteca e alla pubblicazione del Catalogo sulle monete del Regno".
Rischio cantina per il 'De Civitate Dei', niente fondi per il più antico libro a stampa
La Biblioteca di Storia Patria di Napoli, che ospita il libro "De Civitate Dei" di Sant'Agostino, un incunabolo considerato il più antico libro stampato in Italia, ha tempo fino a ottobre per saldare un prestito di 150mila euro al Banco di Napoli. La biblioteca ha già ricevuto contributi erogati dal comune di Napoli, ma non ha più ricevuto contributi da parte del comune da tre anni. La biblioteca è in difficoltà finanziarie e il fallimento è una possibilità. Se la biblioteca chiuderà, il destino del libro sarà stabilito in base a un confronto tra le sovrintendenze regionali. La presidente e direttrice della biblioteca, Renata De Lorenzo, ha lanciato allarme per il futuro dell'istituzione.
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