«Nessun vantaggio per i residenti, favoriscono la speculazione edilizia» TALAMONE. Le associazioni ambientaliste bocciano lo studio presentato al consiglio comunale che prevedeva tre progetti per il nuovo porto di Talamone. Uno studio che le associazioni ambientaliste ritengono inutile e sbagliato e che non tiene conto di un fatto fondamentale: il nuovo porto dovrebbe dare attuazione ad una Variante allo strumento urbanistico che è ferma da un anno e mezzo, bloccata dalle osservazioni delle stesse associazioni. «L'amministrazione in carica - dicono - al posto di tentare improbabili fughe in avanti - usando soldi pubblici per progettare un porto la cui fattibilità paesaggistica, ambientale, sociale e urbanistica è ancora tutta da dimostrare. La Corte dei Conti la definirebbe spesa incauta e la dovrebbe sanzionare. Prima di tutto dovrebbe rispondere alle osservazioni, nonché confrontarsi con Regione Toscana, Provincia di Grosseto e Soprintendenze; il porto è infatti in pieno contrasto con il Pit paesaggistico, con il Ptcp e con i vincoli ministeriali apposti sin dagli anni sessanta». Secondo le associazioni si tenta di far finta che la Variante non sia bloccata. «Un comportamento istituzionalmente scorretto e strumentale - dicono - e le tre alternative progettuali elaborate sono pessime, comportando impatti inaccettabili». Per gli ambientalisti, l'operazione messa in atto dal Comune di Orbetello è strumentale. «Viene proposta anche una valutazione comparativa delle tre ipotesi progettuali, che in realtà non sono tre bensì una sola, visto che due progetti risultano sostanzialmente identici e il terzo non rispetta gli standard minimi di parcheggio ed è addirittura in variante alla variante mai approvata (comporterebbe un allungamento del molo attuale da sempre escluso). Il risultato della valutazione è quello di dichiarare preferibile l'alternativa che prevede il numero maggiore di posti barca di grandi dimensioni; veramente inaspettato». Una valutazione seria, oltre ad utilizzare metodi più corretti, è l'opinione degli ambientalisti, avrebbe dovuto considerare alternative diverse, prima tra tutte quella di riqualificare il porto esistente senza distruggerlo. «Alternativa che - dicono - è stato ampiamente dimostrato sia nelle osservazioni presentate a suo tempo dalle associazioni ambientaliste, sia nel documento redatto a seguito della recente pubblicazione degli studi progettuali è di gran lunga più coerente con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche, urbanistiche e sociali di Talamone, con gli strumenti e atti di pianificazione regionale e provinciale, con il rispetto dei vincoli paesaggistici». Lo studio delle alternative progettuali presentato agli Enti dimostra quali saranno gtli impatti del nuovo porto e «conferma - dicono - come la variante ora bloccata sia l'ariete con cui l'amministrazione comunale di Orbetello intende offrire alla speculazione edilizia privata beni comuni come il paesaggio, l'ambiente e la vivibilità di Talamone, sperando di poterne raccogliere qualche briciola». La battaglia degli ambientalisti, quindi, andrà avanti. Alt, Comitato per la Bellezza, Comitato Terra di Maremma, Italia Nostra, Legambiente, Maremma Viva, Marevivo, Rete dei comitati per la difesa del territorio, Wwf continueranno a difendere l' integrità della Maremma, confortante nella sempre maggiore presa di coscienza dei cittadini: «ma auspicano che anche le istituzioni - dicono - e tra queste la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, la Soprintendenza per i beni archeologici di Firenze, la Regione, la Provincia, l'Ente parco, siano maggiormente presenti ed attente in una vicenda che rischia di deturpare per sempre uno dei paesaggi più belli del Tirreno, un paesaggio invidiato da molti».