"Non siamo il Bronx, non ce la facciamo più" In pochi giorni sono state raccolte 500 firme per denunciare la situazione Da anni villa Maria è occupata abusivamente da anarchici e sbandati San Salvi città impaurita chiede aiuto. Terrorizzata dai punkabbestia che a decine occupano la vecchia Villa Maria: un mese fa hanno aggredito una donna che stava dando da mangiare a un cane e solo pochi giorni fa hanno assalito la portineria di una delle 15 palazzine dopo aver sfondato, qualche sera prima, i vetri delle macchine parcheggiate lungo il viale principale. Invasa dai cani: a decine circolano per la cittadella affamati, si scagliano contro i gatti della colonia felina che vive nel parco e due settimane fa si sono spinti fin nel cortile della scuola materna Andrea del Sarto, fortunatamente mentre i bambini erano dentro. Montagne di sudicio, detriti, carcasse di auto, sanitari divelti, materassi stracciati e motorini abbandonati sono ben visibili anche dal viale principale: non cè nemmeno bisogno di addentrarsi troppo nella giungla che circonda Villa Maria dove, protetta da una staccionata e da un tir parcheggiato lì da più di un anno sta sorgendo una specie di tendopoli e un uomo ieri pomeriggio stava terminando i lavori della baracca abusiva in legno appena tirata su. In quindici giorni un gruppo di persone che vivono e lavorano a San Salvi ha raccolto 500 firme contro la paura, le aggressioni, il terrore: 500 nomi e cognomi di dipendenti dellAsl, del Comune, della scuola edile della Regione, dellEstav o di cittadini che portano i cani a spasso nel parco già finite sul tavolo del sindaco Renzi, del prefetto Padoin e del questore Zonno. «Intervenite subito, questo non è il Bronx è Firenze: non si può più andare avanti», urla San Salvi. Da mesi in attesa di una rivoluzione urbanistica fortemente contestata (da comitati e forze politiche) e che appare arenata - le villette residenziali al posto dei padiglioni del vecchio manicomio, lAsl proprietaria delle strutture ha chiesto al Comune il cambio di destinazione duso ma lok non arriva - oggi San Salvi si riscopre preda di vecchie paure. Da anni Villa Maria, la struttura che un tempo accoglieva i malati psichiatrici dellarea pratese è occupata abusivamente da anarchici e sbandati: «Ma ora è peggio: un tempo erano in pochi in quella che loro chiamano Villa Panico, ora è un via vai continuo, addirittura pare affittino stanze, di sicuro la notte ci sono feste e raduni. E una situazione ormai insostenibile», racconta una dipendente dellAsl, tra le firmatarie della petizione. Negli ultimi mesi la situazione pare esser precipitata: tra gennaio e marzo tre denunce ai carabinieri per aggressioni e atti vandalici alle auto. Una settantenne in pensione che si prende cura della colonia felina del parco il 20 febbraio scorso ha denunciato ai carabinieri della stazione di Rovezzano di essere stata aggredita da un punkabbestia solo perché stava dando da mangiare a un cane: «Che cazzo fai, te ne vai o no brutta sudicia, ora ti faccio vedere io», si sarebbe sentita dire la donna prima di essere raggiunta da tre pugni alla testa mentre tre uomini di colore, ha dichiarato, rimanevano impassibili di fronte alla scena. Un uomo che aveva lasciato nellauto uno zainetto della figlia l8 marzo scorso ha denunciato, sempre ai carabinieri di Rovezzano, di aver ritrovato il finestrino rotto. Una cinquantenne ha denunciato ai carabinieri della stazione di Campo di Marte di essere stata aggredita da un cane di proprietà di due ragazze che hanno assistito alla scena senza muovere un dito e anzi trascinandola per terra dopo che era caduta in terra. La polizia provinciale di Firenze invece il 7 febbraio scorso ha accertato la morte di uno dei gatti della colonia felina per «lesioni compatibili con ferite da strappamento o da morso». I dipendenti dellAsl firmatari dellappello sono convinti si tratti dei cani, molti malnutriti, di proprietà dei punkabbestia, che scorrazzano nel parco anche di giorno. Due settimane fa lAsl aveva provato a risolvere la situazione circondando Villa Maria, appena venduta allEstav, con una rete di recinzione alta tre metri sostenuta da un manufatto in cemento. Ma non è stato possibile: i lavori, spiegano dallufficio tecnico dellAzienda sanitaria, sono cominciati e si sono interrotti perché la ditta incaricata ha denunciato violenze e aggressioni. Non solo: di notte i buchi in cui la rete metallica si sarebbe dovuta reggere venivano tappati con cemento e vetri e al mattino proseguire i lavori era impossibile. Una miscela esplosiva: «San Salvi ha una storia in questa città: chiediamo un intervento appropriato perché i lavoratori hanno paura», hanno scritto in una lettera alla direzione dellAsl i 54 delegati delle Rsu di San Salvi. Ma che ne è del progetto del nuovo quartiere residenziale con le villette basse immerse nel verde? Renzi non ha mai detto no: «A patto di non aumentare i volumi», la linea espressa dal sindaco. Ma tutto è fermo: lAsl attende lok del Comune al cambio di destinazione duso da sanitario a residenziale per poi vendere le palazzine. «Nessuna novità», dicono da Palazzo Vecchio e dalla Soprintendenza che tutela larea.