Intesa con la Regione per un ultimatum ai proprietari Il contributo sale da 50 a 75 milioni dopo la valutazione dellAgenzia del territorio imposta dal Pirellone Solo 24 ore per il sì allofferta Arriva lennesimo giorno della verità per Expo. E il pallino, adesso, passa in mano ai proprietari privati delle aree di Rho-Pero. Perché saranno Fondazione Fiera e gruppo Cabassi a dover dire se accetteranno di versare un contributo straordinario per le infrastrutture del sito espositivo più alto rispetto a quello che avevano già concordato in passato: 75 milioni di euro invece di 50. Un "prezzo" più salato che, sulla base di una valutazione fatta dallAgenzia del territorio, sono stati Comune, Regione, Provincia e società di gestione a stabilire ieri in un vertice. E che ora sembra essere considerato «congrua» dalle istituzioni locali per riuscire a condurre in porto il comodato duso dei terreni. Lincontro che dovrebbe sbloccare limpasse sulle aree è già fissato per questa mattina. Ed è al tavolo con Fondazione Fiera e gruppo Cabassi che i soci di Expo si presenteranno con la nuova richiesta. Quei 75 milioni di euro che adesso vengono messi sul piatto come contributo necessario per portare avanti laccordo di programma urbanistico, però, è frutto di una mediazione. «Un accordo tra le istituzioni», lo definisce un comunicato che Palazzo Marino assicura essere stato "concordato" con Provincia e Regione. Una mediazione che per il Comune sarebbe «un passo avanti sulle aree Expo» e «una tappa fondamentale per la definizione dei contenuti dellaccordo di programma». Per uscire dalla paralisi e dallo scontro tra comodato duso (sostenuto dal Comune) e una società mista pubblico-privata per acquisire le aree (difesa dalla Regione) è stato chiamato un "arbitro". Un ente terzo come lAgenzia del Territorio che ha stabilito la congruità dei soldi chiesti ai privati. Un verdetto atteso che ieri, nel corso di una riunione durata più di tre ore tra le istituzioni, è stato illustrato. Lente ha disegnato diversi scenari calcolando il contributo per i privati e il relativo "guadagno" che avrebbero nel 2020. Stime difficili, che si proiettano in un futuro immobiliare incerto, ma che hanno dato una forchetta di prezzi: da 50 milioni ritenuto il minimo indispensabile fino a 85 milioni. Da un maggiore a un minore rendimento economico. A questo punto sarebbero stati Comune, Provincia e Regione a scegliere una via di mezzo: una cifra di circa 75 milioni. Con 50 milioni, è la conclusione, il rendimento sarebbe stato troppo alto. Anche ieri, prima del responso, il presidente della Regione Roberto Formigoni insisteva: «Fin dal primo momento dissi che essendo le aree di proprietà privata è necessario trovare una remunerazione giusta per i privati che non sia un euro in più perché gli investimenti saranno soprattutto del pubblico e devono ricadere a vantaggio del pubblico». Letizia Moratti, invece, sembrava ottimista: «Su Expo in generale sono come sempre fiduciosa». Parole criticate dal candidato sindaco del Terzo polo Manfredi Palmeri: «Su Expo dopo oltre tre anni dallassegnazione la questione non è la fiducia sua, ma quella di Milano». Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino attacca: «Lesproprio è lipotesi migliore o lacquisto. Bisogna tutelare gli interessi collettivi senza fare regali ai privati. E dopo il 2015 no alla cementificazione». (a. gall.)
MILANO - Expo, il Comune alza il conto più soldi dai privati per le aree
Il Comune, la Regione e la Provincia hanno concordato con lAgenzia del Territorio che i proprietari delle aree di Expo devono versare un contributo di 75 milioni di euro per le infrastrutture del sito. Il contributo era inizialmente previsto di 50 milioni, ma la valutazione dellAgenzia ha stabilito che era necessario un prezzo più alto. Il Comune e le istituzioni locali considerano che il prezzo sia congruo per riuscire a condurre in porto laccordo di programma urbanistico. I proprietari delle aree devono presentarsi al tavolo con Fondazione Fiera e gruppo Cabassi per discutere la richiesta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo