Si sono staccati dal cornicione vicino alle campane, nel terzo ordine superiore della facciata dell'antico edificio duecentesco alla Zecca. I pezzi sul marciapiedi, nessun ferito. Il sindaco Iervolino: "Ho subito disposto un sopralluogo" Chiesa di Sant'Agostino, paura tra i passanti Cadono in strada blocchi di pietra lavica Un blocco di piperno, antica pietra lavica vesuviana, si è staccato dal cornicione del terzo ordine superiore della facciata della chiesa di Sant'Agostino alla Zecca a Napoli. LE PIETRE CROLLATE E' caduto e si è frantumato nella strada omonima. Al momento del crollo, per fortuna, non vi erano passanti, nonostante via Sant'Agostino alla Zecca, in pieno centro, porti a un ingresso della sede dell'Agenzia del territorio. La costruzione della chiesa, chiusa al culto dopo il terremoto del 1980, risale al 1259, durante il regno di Carlo d'Angiò, ma l'edificio fu riedificato dopo il terremoto del 1697. Negli anni passati, il Comune di Napoli e la Soprintendenza dovette intervenire per far abbattere un manufatto abusivo realizzato da un esponente di spicco della camorra locale. Per il restauro della chiesa si impegnò anche l'ex ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. "Ho mandato personale a fare un sopralluogo - si è allertata il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino - la chiesa è uno dei monumenti più notevoli di Napoli. Quando avremo notizie precise sull'entità del crollo, interverremo immediatamente".
Chiesa di Sant'Agostino, paura tra i passanti. Cadono in strada blocchi di pietra lavica
Due pezzi di pietra lavica, antica pietra vesuviana, si sono staccati dal cornicione della facciata della chiesa di Sant'Agostino alla Zecca a Napoli. I pezzi sono caduti nella strada omonima senza ferire nessuno. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha subito disposto un sopralluogo per valutare l'entità del crollo. La chiesa, chiusa al culto dopo il terremoto del 1980, risale al 1259 e fu riedificata dopo il terremoto del 1697. Il Comune di Napoli e la Soprintendenza hanno già intervento per far abbattere un manufatto abusivo.
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