SALERNO. Taglio del nastro ieri a Paestum per la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Un'edizione, la numero sette, che fino al prossimo 21 novembre coinvolgerà oltre trenta paesi: dalla Corea del Sud al Portogallo, dal Giappone all'Honduras, dal Marocco alla Francia, ospite d'onore di questa edizione. Una edizione alla quale non ha voluto mancare la Sardegna che proprio nelle edizioni passate aveva riscosso un grande successo. Si tratta di Paesi pronti più che mai a puntare sui propri patrimoni archeologici, soprattutto perché il turismo sembra avere sempre più intenzione di andare a braccetto con la cultura. Per gli esperti il futuro dell'economia turistica italiana sarà sempre più questo. Non è un caso se, infatti, a Paestum, su ben 12mila metri quadrati di superficie, attraverso 250 espositori e la presenza di 150 buyers, la maggior parte dei Paesi si sia presentata in una veste del tutto diversa. La Turchia c'è con Izmir, città che dicono abbia dato i natali ad Omero, il Perù con i ruderi dell'antica città di Nazca e con la sua città bianca di Arequipa, l'Honduras con la valle di Copan, l'area archeologica Maya tra le più studiate. Un filone seguito dall'Italia. Niente mare blu per la Sardegna che alla Borsa Mediterranea, voluta e ideata dalla Provincia di Salerno ha, piuttosto, presentato le Tombe di Giganti e i Nuraghi di Arzachena, niente pizza e vulcano per la Campania che ha preferito mostrare itinerari alternativi come quelli del Gelbison, in provincia di Salerno o come la Basilicata che, in bella mostra, ha presentato "Grumentum", resti di una città romana. «I turisti scelgono l'Italia per la sua cultura ha evidenziato Enrico Martini, dirigente EnitPiù che il mare sembrano ormai preferire musei, resti e città antiche». E a confermarlo è stato anche Loic Hennekinne, ambasciatore di Francia in Italia. «La cultura è il fattore vincente dei nostri paesi ha sostenuto ecco perché, sempre di più, attiveremo progetti di stretta collaborazione, soprattutto per ciò che riguarda la tutela dei beni archeologici». In molti, ieri, hanno presenziato al taglio del nastro: Mounira Baccar, della divisione patrimonio culturale Unesco, Angelo Villani, presidente della Provincia di Salerno, («I giacimenti culturali, artistici ed architettonici, oltre che ambientali, rappresentano la reale ricchezza del Sud, in questa prospettiva la Borsa vuole diventare tassello non secondario di un processo di crescita»). Chiara la posizione anche dell'assessore al turismo della Regione Campania, Teresa Armato. «Puntare sul turismo culturale, sulle aree meno note ha dettoci sta sempre più dimostrando che è una scelta vincente, per diverse ragioni Proprio il turismo culturale ci sta infatti aiutando a far conoscere aree meno conosciute della nostra Regione e, quindi, a razionalizzare la nostra offerta, non solo sta contribuendo non poco a destagionalizzare i flussi turistici».