La gara riguarda servizi aggiuntivi e organizzazione di eventi Nessuna richiesta per la zona di Ragusa Obiettivo: triplicare i visitatori Ecco i 10 privati candidati a gestire i musei dellIsola Società che hanno lavorato per la Biennale e il Peggy Guggenheim di Venezia, o che curano i musei civici di Firenze, da Palazzo Vecchio alla Cappella Brancacci. Ecco i dieci privati che vogliono gestire i beni archeologici e culturali della Sicilia, dai gioielli come la Valle dei Templi ai musei minori, messi a bando dalla Regione. «Il nostro obiettivo è quello di triplicare i visitatori», dice lassessore ai Beni culturali, Missineo. A PAGINA V Società che hanno lavorato per la Biennale e il Peggy Guggenheim di Venezia, o che gestiscono i musei civici di Firenze, da Palazzo Vecchio alla Cappella Brancacci. E, ancora gruppi finanziari come la Global events management, che hanno fatturati a quattro zeri, e Civita servizi, che tra i suoi soci ha Cinecittà e le case editrici De Agostini, Giunti e Mario Ciancio Sanfilippo. Ecco i privati che vogliono gestire i beni archeologici e culturali della Sicilia, dai gioielli come la Valle dei Templi ai musei minori. Gestire a 360 gradi, come prevede il bando pubblicato dalla Regione che tra i servizi «aggiuntivi» non mette solo quelli classici come la biglietteria, il punto ristoro e il bookshop, ma anche lorganizzazione di eventi di comunicazione e quindi lutilizzo del sito a fini pubblicitari. «Il nostro obiettivo è quello di triplicare i visitatori grazie ai privati», dice lassessore ai Beni culturali, Uccio Missineo. Dieci in tutto le domande arrivate per la gara di affidamento di ben 47 siti, tra aree archeologiche, musei e teatri antichi. Tra queste, cè quella della Codess Cultura di Venezia, che ha lavorato con la Fondazione Biennale, il Guggenheim e laccademia Santa Cecilia di Roma. In corsa anche la Munus, società romana che ha in gestione i musei civici di Firenze, e la Civita Servizi, presieduta da Luigi Abete, amministratore della Bnl. In lizza anche le siciliane Luoghi dellArcadia (che gestisce attualmente la Valle dei Templi), Novamusa (che ha un contenzioso milionario con la Regione per la gestione dei siti di Siracusa) e Taormina-Etna. Tra le domande cè pure quella di una società che al momento vuole rimanere anonima. Lassessore Missineo entro luglio vuole affidare i 14 lotti messi a bando, che comprendono i principali siti dellIsola. Dalla Valle dei Templi allarea archeologica di Siracusa, passando per il Teatro antico di Taormina, e le aree di Segesta e Selinunte. In provincia di Palermo i beni che la Regione vuole affidare ai privati sono divisi in tre lotti. Il primo comprende il Duomo di Monreale, il castello della Zisa e larea archeologica di Monte Jato. Il secondo, il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, il castello della Cuba, il convento della Magione, il castello a Mare, Palazzo Abatellis e il museo regionale di Palazzo Mirto. Il terzo, il castello medievale di Caccamo, quello di Marineo e larea archeologica Himera di Termini Imerese. «I privati dovranno trasferire il 30 per cento degli incassi alla Regione, il 40 per cento al Comune di riferimento e il 30 potranno trattenerlo - dice Missineo - Ha un maggiore punteggio nellassegnazione dei siti chi, tra i privati, aumenta la percentuale che affida alla Regione rispetto a quella che trattiene. Sul fronte degli eventi, ci sarà un coordinamento con lassessorato per evitare che si organizzino manifestazioni che nulla hanno a che vedere con il luogo». Nessuna domanda è però arrivata per alcuni lotti, come quello comprendente i siti di Caltanissetta e provincia. Il motivo? Basta guardare gli incassi medi degli ultimi tre anni: il museo archeologico Gibib Gabib ha un incasso medio di 1.196 euro allanno, larea archeologica di Sabucina di appena 50 euro allanno, il museo di Gela di 5.386 euro, quello di Marianopoli 217 euro. Lassessore non si aspettava però che, nonostante il ritiro in extremis del lotto comprendente i beni di Catania, tutti non adatti a ospitare punti ristoro e bookshop, rimanessero senza offerta altri lotti messi a gara, come quello di Ragusa, una delle città che negli ultimi anni ha più investito sul turismo. Ma nonostante la notorietà raggiunta con fiction come Montalbano, i siti culturali ragusani hanno incassi irrisori: il museo archeologico Ibleo in un anno incassa mediamente 1.219 euro. «Per questi siti che nessuno vuole faremo un ulteriore gara, questa volta aperta a piccole cooperative giovanili, che potranno usufruire anche di aiuti economici da parte nostra nella fase di start-up», dice lassessore Missineo, comunque «soddisfatto» per le domande arrivate, anche se nessuna società estera ha partecipato alla gara.