Valentino Marconi, sindaco di Sant'Anna d'Alfaedo, aveva avviato la procedura per riportare nel Museo paleontologico e preistorico del paese i reperti che erano finiti a Verona, «fra i quali quasi tutte le selci che sono diventate blu. Perché erano nostre, ma adesso che ce le hanno rovinate, se le tengano pure». Ma non demorde il combattivo sindaco e dai piedi del Corno d'Aquilio non le manda a dire: «Si tengano le selci blu, ma ci ridiano tanti altri reperti, vasellame, anfore, anelli usciti da tombe romane», dice, «materiale sufficiente a riempire il museo, che sarebbe anche troppo piccolo, ma ho già l'idea di ampliarlo nella sala civica accanto, che non ci serve più come tale, dal momento che abbiamo messo in funzione il nuovo teatro». Sulle selci tuttavia non si è messo il cuore in pace: «Le avessero lasciate qui non avrebbero fatto quella fine. Non è detto che mi metta di impegno anche per completare una procedura che avevo già avviato con richiesta danni: soldi in cambio delle selci rovinate, che non voglio più», ripete, mentre ci tiene al resto «e negli ultimi tre anni di mandato che mi restano mi impegno a far tornare tutto quello che posso». E detto da lui è più che una promessa. Ha accolto all'ingresso del teatro la tartaruga fossile uscita da una cava del paese ed anche nel municipio di Fumane è sistemato un mosasauro, rettile marino fossile apparso 95 milioni di anni fa ed estintosi una trentina di milioni di anni dopo. Entrano nel sistema museale della Lessinia otto musei (Bolca, Bosco Chiesanuova, Camposilvano, Giazza, Molina, Roncà, San Bortolo delle Montagne e Sant'Anna d'Alfaedo) e l'area floro faunistica di Malga Derocon a Erbezzo. È arrivata in questi giorni alla direzione del Parco la richiesta di inserire anche la Grotta di Fumane nel sistema e ci sarebbe già un assenso di massima da parte della Regione. V.Z.