ROMA II Governo valuterà nelle prossime 24 ore se impugnare la legge regionale sul condono varata dalla Campania nella tarda notte di martedì, dopo un durissimo braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. La legge approvata con 33 voti favorevole 4 astenuti (tutti della maggioranza di Centrosinistra, visto che l'opposizione ha abbandonato l'aula per protesta punta sulla linea dura: saranno condonabili soltanto gli ampliamenti inferiori al 15 della volumetria originaria e comunque entro il etto complessivo dei 250 metri cubi. Per le nuove costruzioni la conformità alle norme e agli strumenti urbanistici sarà il requisito di accesso a una sanatoria che dovrà comunque essere contenuta entro il tetto dei 250 metri cubi per singola richiesta e i 600 metri cubi complessivi. Limite ridotto al 5 della volumetria originaria (a condizione che l'ampliamento non superi i 100 metri cubi complessivi) per gli abusi già oggetto di sanatoria (ai sensi delle leggi 4785 e 72494). Nessuna chance di condono per le aree demaniali e per i 18 Comuni ubicati lungo la cosiddetta "zona rossa" vesuviana (nell'anello protetto saranno consentiti soltanto gli adeguamenti di natura igienico-sanita- statali oblazione più cara del 10 - Gli oneri concessori sono raddoppiati ria); mentre gli abusi commessi su aree o immobili soggetti a vincolo saranno sanabili soltanto se conformi alle norme e agli strumenti urbanistici e comunque entro il limite dei 75 metri cubi. La legge approvata ieri è comunque più permissiva rispetto al vecchio disegno di legge predisposto dalla Giunta Bassolino che fissava un tetto di 150 metri cubi (600 metri cubi complessivi) per le nuove costruzioni e del 10 (o, in alternativa, di 150 metri cubi) per gli ampliamenti. Salati i costi dell'operazione: la Regione ha optato per il massimo rincaro concesso dalle disposizioni statali, maggiorando l'oblazione del 10 e gli oneri concessori del 100 per cento. Le quote derivanti dagli incrementi dei costi confluiranno in un fondo predisposto ad hoc per la repressione degli abusi edilizi, cui potranno accedere i Comuni per finanziare interventi di demolizione. Il governatore della Regione, Antonio Bassolino, ha definito «importante» il passo compiuto in Consiglio, rimane ora da vedere se la legge, approvata con quattro giorni di ritardo rispetto al termine fissato dal legislatore su mandato della Consulta, potrà essere applicata. Citando la norma appena approvata, l'assessore regionale all'Urbanistica, Marco di Lello, chiarisce intanto che le nuove disposizioni si applicheranno anche alle domande già presentate, ma la questione rimane aperta, sotto diversi profili. Il costituzionalista Vincenzo Cocozza, che per la Regione ha seguito il ricorso presentato contro il condono statale, si appella a un argomento tecnico-giuridico per sollevare dei dubbi sull'effettiva scadenza fissata per l'approvazione delle leggi regionali. «I quattro mesi concessi alle Autonomie argomenta sono stati introdotti in sede di conversione del decreto legge 168. 11 conteggio dei 120 giorni deve dunque avvenire a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, che è stata pubblicata il 31 luglio in Gazzetta Ufficiale, e non del decreto legge 168». Resta da capire ora quali saranno le mosse della Casa delle libertà: l'opposizione non fa mistero di attendersi una iniziativa del Governo centrale contro una legge definita «illegittima». An ha inoltre invocato un referendum abrogativo.
Sanatoria sugli immobili - La Regione ha approvato in ritardo la legge e il Governo valuterà entro domani se impugnare il provvedimento- Condono rebus in Campania
Il governo regionale della Campania ha approvato una legge sul condono per gli abusi edilizi, che prevede la condonazione di ampliamenti inferiori al 15 della volumetria originaria e comunque entro il tetto dei 250 metri cubi. Per le nuove costruzioni, la conformità alle norme e agli strumenti urbanistici è il requisito di accesso a una sanatoria. La legge è stata approvata con 33 voti favorevoli e 4 astenuti, e prevede l'oblazione del 10% per gli adeguamenti di natura igienico-sanitaria e obblazione più cara. Gli oneri concessori sono raddoppiati e le quote confluiranno in un fondo per la repressione degli abusi edilizi.
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