Il sindaco Gianni Alemanno non ha dubbi. L'aver affidato a un privato, Della Valle, il restauro del Colosseo è la strada migliore. Anzi, l'accordo «è un esempio destinato a fare scuola». Ecco perché auspica che «altri imprenditori seguano l'esempio di Della Valle» per altri monumenti di Roma. Una polemica smorzata nella serata di ieri dal Gruppo Tod's che ha ribadito in una nota di aver alcuna intenzione di usare l'Anfiteatro Flavio a scopi commerciali durante il restauro. Non cade dunque nella logica del botta e risposta il primo cittadino che, per il Colosseo, 25 milioni di euro interamente pagati da privati, parla di un autentico «miracolo». E «chi è contro questo miracolo o è matto o è un nemico di Roma: non ci sono alternative anche perché le sponsorizzazioni sono state attentamente valutate dal ministero per i Beni culturali e non saranno invasive. Noi non regaliamo il Colosseo a nessuno. Continuare a mantenere così il Colosseo è una vergogna di fronte all'umanità». Ed è il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli a lanciare il primo suggerimento agli imprenditori per altri monumenti: le Mura Aureliane «sono a rischio spiega -. Per restaurarle nella loro interezza, ben 18 chilometri, servirebbero 70 milioni di euro che non abbiamo e che potrebbero fornire i privati, in cambio di una pubblicità garbata sui ponteggi». Tutto con procedura affidata con gara e non direttamente, controllo da parte del Comune e la garanzia della massima trasparenza. Il sindaco, comunque, ha voluto chiarire che «l'esclusiva data sul Colosseo riguarda esclusivamente i lavori al Colosseo. Nessuno ha subappaltato o regalato il Colosseo a Della Valle o al suo consorzio». Un'esclusiva «legata alla giusta rivendicazione di chi opera sul restauro. Non ci saranno sul Colosseo marchi di questo o di quel prodotto, né pubblicità importanti. Si tratta di un'operazione esemplare, per la quale ringraziamo il consorzio che fa capo a Della Valle». A conforto della parole di Alemanno, nel pomeriggio di ieri il Gruppo Tod's ha ribadito che il Colosseo non sarà usato per scopi commerciali durante il restauro. Non c'è «alcuna possibilità che il Gruppo Tod's utilizzi il monumento a fini pubblicitario-commerciali, né in via esclusiva né in altro modo», si legge nella nota. Tutt'altro: «Esiste invece un accordo nel condividere con il Mibac una strategia di comunicazione, durante il periodo del restauro, volta a proteggere l'immagine del Colosseo, quale simbolo della cultura italiana e del patrimonio artistico del nostro Paese, e a fare in modo che la sua immagine non sia svilita da interventi di puro stampo commerciale (proprio a evitare che possa capitare di trovare affissa al monumento la gigantografia di un'automobile)». Dal Gruppo Tod's si parla anche di una discussione che strumentalizza l'accordo: cosa che «non fa bene all'immagine del nostro Paese. Chi ne è l'artefice dovrà assumersene le responsabilità».
ROMA Sul Colosseo mai cartelloni pubblicitari
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sostiene che l'accordo con il privato Della Valle per il restauro del Colosseo è un esempio destinato a fare scuola. Alemanno auspica che altri imprenditori seguano l'esempio per altri monumenti di Roma. Il Gruppo Tod's ha ribadito di non avere intenzione di usare il Colosseo per scopi commerciali durante il restauro. Il sindaco ha anche affermato che il Colosseo non sarà regalato a nessuno e che le sponsorizzazioni sono state attentamente valutate dal ministero per i Beni culturali.
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