II restauro Ecco l'accordo sul Colosseo: diritti per 15 anni L'accordo tra Diego Della Valle e il Mibac per il restauro del Colosseo da 25 milioni di euro è in 9 pagine e 11 articoli: «Il soggetto promotore (il commissario Roberto Cecchi, ndr.) e la Soprintendenza concedono all'Associazione l'esclusiva di utilizzare un logo raffigurante il Colosseo, nonché di registrare un marchio per l'associazione». Che si chiamerà «Amici del Colosseo», aperta a soggetti privati e pubblici. Nell'accordo col ministero, Della Valle si impegna a finanziare il piano di interventi da 25 milioni (Iva inclusa), per i quali potrà godere della deducibilità fiscale. Lo sponsor, inoltre, potrà «avere accesso al cantiere, ottenere informazioni sullo svolgimento del restauro», mentre a commissario e soprintendenza spetta la nomina dei responsabili dei lavori, la redazione dei progetti, la gestione dei contratti d'appalto, la «direzione scientifica di vigilanza su tutte le attività relative agli interventi». Della Valle avrà dei diritti in esclusiva. Quattro clausole che obbligano il Mibac «a non concedere a terzi l'uso, a qualsiasi titolo, di marchi, nomi, immagini o altri segni distintivi relativi al Colosseo con riferimento ai lavori di restauro» e a «non concedere a terzi il diritto di associare a fini promo-pubblicitari la propria immagine e i propri segni distintivi al Colosseo eo ai lavori di restauro». Il marchio «Amici del Colosseo» potrà essere usato per «articoli di abbigliamento, scarpe, cappelleria» (il core businness della Tod's), ma anche «profumi, adesivi, metalli preziosi e loro leghe, gioielleria, pietre preziose, orologeria, strumenti cronometrici». E ancora: manifestazioni, conferenze stampa, fotografie, cartoleria, adesivi, articoli per ufficio, ombrelli, pelli di animale, fino alle manifestazioni culturali e sportive. I diritti per l'Associazione dureranno 15 anni, quelli per lo sponsor si protraggono fino a due anni dopo la conclusione dei lavori di restauro. Le polemiche, anche ieri, non sono mancate. Il gruppo Tod's ha precisato: «Non c'è nessuna possibilità che il gruppo utilizzi il monumento a fini pubblicitario-commerciali. Esiste, invece, un accordo nel condividere col Mibac una strategia di comunicazione volta a proteggere l'immagine del Colosseo». Per Alemanno, «chi è contro questo intervento dei privati o è matto o è nemico giurato di Roma: non abbiamo regalato il Colosseo, l'esclusiva riguarda solo i lavori». Il Pd, con Marco Miccoli, ha ribadito: «Siamo contrari ad ogni forma di privatizzazione, più o meno occulta, del monumento piu importante del mondo».