Nazionale, Marucelliana, Laurenziana e Riccardiana si fanno concorrenza. E costano... Firenze vanta la bellezza di quattro biblioteche statali. Un primato? Mica tanto... Potrebbe diventarlo se solo il loro funzionamento venisse razionalizzato, e considerato che soffrono della cronica carenza di personale, questa potrebbe essere una parziale soluzione dei problemi. La Biblioteca Nazionale Centrale (che è dotata di autonomia, dipende da Roma ed è diretta da Maria Letizia Sebastiani) ha 191 dipendenti. La Marucelliana (diretta da Monica Maria Angeli), la Medicea Laurenziana (diretta da Vera Valitutto) e la Riccardiana (diretta da Giovanna Lazzi) dipendono dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali e hanno rispettivamente 45, 26 e 13 dipendenti. Ebbene, ognuna di queste - ecco il primo dato che potrebbe essere corretto - ha una direzione amministrativa che si occupa di gestione del personale. gestione amministrativa, manutenzione ordinaria e straordinaria, contratti e razionalizzazione acquisti. Per quattro biblioteche statali, gli amministrativi impiegati a Firenze sono 60 (di cui 40 solo in Nazionale). Ma è passato per la testa a qualcuno di studiare il modo di accorpare in un solo ufficio l'amministrazione delle 4 biblioteche? Potrebbe nascere un vero e proprio «Polo Bibliotecario fiorentino» con grossi vantaggi operativi e sicuri risparmi. Chiaramente dovrebbero essere «salvate» le peculiarità di ognuna delle 4 biblioteche, ma certi servizi potrebbero essere accentrati e uniti. Non c'è bisogno di una laurea specifica per comprendere che nel futuro delle biblioteche statali (e in particolare delle 4 suddette) ci sono principalmente la conservazione e la digitalizzazione. Tra qualche decennio (in molti casi accade già) in biblioteca non ci si andrà più fisicamente ma sceglieremo e consulteremo manoscritti e volumi direttamente da casa, sul nostro pc. I responsabili delle biblioteche dovranno pensare soprattutto a conservare i pezzi e a tramandare gli originali ai posteri. La digitalizzazione invece in qualche caso è andata indietro perché oggi esistono programmi di consultazione e lettura che operano full text, cioè su tutto il testo, mentre in qualche caso questo non è possibile. Ma gli esempi di possibile razionalizzazione si sprecano. I fondi manoscritti della Marucelliana perché non si spostano alla Nazionale? E poi gli orari. Nazionale e Marucelliana hanno un orario più lungo rispetto a Laurenziana e Riccardiana. E allora la domanda sorge spontanea: che senso ha tenere una biblioteca aperta solo fino alle 17 o le 18? e poi gli studenti dove vanno? Non certo nelle biblioteche statali. Ecco che riemerge l'annoso problema della fruizione, a tutto vantaggio della biblioteca comunale delle Oblate che resta aperta fino a mezzanotte ma senza svolgere il suo ruolo primario, perché un testo storico, alle 23, è impossibile da consultare, anche se la biblioteca di via dell'Oriuolo chiude un'ora dopo. E poi un'altra domanda: perché la Biblioteca Moreniana (che dipende dalla Provincia di Firenze, la quale non stanzia fondi a sufficienza per fare i necessari acquisti) non viene accorpata alla contigua Riccardiana? Ma alla Direzione Regionale dei beni culturali lo capiscono il significato della parola «razionalizzazione»? Infine una notazione: per quanto concerne le spese di manutenzione, la Nazionale se la deve vedere con numerosi spazi: sede centrale e ala nuova di via Magliabechi, Forte Belvedere e Sant'Ambrogio, caserma Montanara e via Tripoli. Ma cosa si aspetta a mettere un po' di ordine concentrando gli sforzi: -Perché a suo tempo sono stati chiesti allo Stato fondi per rimodernare il laboratorio restauri di Sant'Ambrogio se poi questo tornerà molto presto in sede? Altro che i problemi delle chiusure estive...