Dal 1992 oltre cento reperti archeologici giacciono in Tribunale. Adesso un nuovo sollecito Frammenti in terracotta, di marmo bianco, fondi di ceramica, coppette con decorazioni, una statua di età ellenistica. Non ci si crede. E' solo una minima parte di un tesoro vero, dimenticato da tutti o quasi. Compresa la Soprintendenza dei Beni Archeologici del Lazio. Dal 1992 oltre cento reperti, ritrovati sotto al letto di uno straniero dell'est europeo che viveva nell'ex campo profughi di Latina, giacciono in Tribunale. Risalgono a diverse epoche a partire dal III secolo avanti Cristo C'è una relazione molto lunga battuta ancora con la macchina da scrivere che accerta il periodo di appartenenza di un patrimonio sigillato in cinque scatoloni pieni di polvere. E dall'analisi eseguita diciannove anni fa è emerso che la maggior parte dei frammenti appartiene alla età repubblicana romana, altri a quella imperiale, un paio invece sono dell'età ellenistica. Ma perché hanno fatto questa fine ingloriosa? La partita da anni si gioca a Roma anche se il tesoro è nel ventre del Tribunale di Latina. I reperti erano stati sequestrati nel corso di un'operazione della polizia in un'ala della struttura di viale XXIV maggio. Un agente li aveva scovati dentro delle buste di nylon di quelle per fare la spesa, erano sotto la rete di un materasso. I tempi della giustizia però sono stati più veloci. Dopo la sentenza emessa negli anni novanta nei confronti dell'uomo a cui erano stati sequestrati, il patrimonio è rimasto sempre a Latina, poi il Tribunale ha scritto al Ministero della Giustizia e ha chiesto una decisione sulla destinazione dei reperti. «Cosa dobbiamo fare? A chi spettano?» Ma la nota protocollata è rimasta a lungo in Largo Arenula, saltando da una scrivania all'altra, fino a quando il Ministero della Giustizia nell'estate del 2009 non si è deciso ed emettere un decreto affidando definitivamente il patrimonio alla Soprintendenza dei Beni Archeologici del Lazio. Finita qui? Macché. Forte del decreto del Ministero, il Tribunale di Latina ha invano sollecitato la Soprintendenza a prendere in consegna il tesoro archeologico. Sembrava tutto risolto ma l'attesa continua. Ecco una parte dell'elenco dei reperti archeologici: una mano destra in terracotta, una testa di toro in argilla, tre mezze teste di maiali in terracotta, il corpo di un ariete in terracotta rossiccia. E poi quattro frammenti attribuiti ad un muso di cavallo, fondi in ceramica di produzione romana di tarda età repubblicana, una ciotolina dell'età ellenistica, una statua in terracotta, un frammento di marmo bianco raffigurante zampe posteriori di un rapace di produzione ottocentesca, la parte di una mano sinistra, una gamba votiva, due fondi in ceramica sigillata italica pertinenti a coppette di produzione di età romana imperiale. E poi altri reperti che superano si arriva a quota cento. Materia per gli esperti.
Latina. Un tesoro dimenticato. Il Ministero due anni fa ha scritto alla Soprintendenza: nessuna risposta
Dal 1992 oltre cento reperti archeologici sono in Tribunale a Latina. Il tesoro è stato sequestrato durante un'operazione della polizia in un'ala della struttura di viale XXIV maggio. I reperti sono stati ritrovati sotto al letto di uno straniero dell'est europeo che viveva nell'ex campo profughi di Latina. La maggior parte dei reperti appartiene all'età repubblicana romana, altri a quella imperiale, un paio invece sono dell'età ellenistica. Il patrimonio è stato sequestrato e poi rimesso in Tribunale, ma la destinazione dei reperti è ancora incerta.
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