Altro che Spartacus. Nell'Arena che fu di leoni e gladiatori, i contendenti oggi sfoderano artigli e armi altrettanto affilati. Al centro della contesa, l'accordo tra il Comune di Roma, il ministero per i Beni culturali e Diego Della Valle, faticosamente raggiunto nei mesi scorsi su una cifra di 25 milioni di euro. Scintilla, il servizio pubblicato da "Il Fatto Quotidiano" (ma il segretario generale del Mibac e commissario per l'area archeologica romana Roberto Cecchi, citato dal giornale, ha annunciato querela), secondo il quale, in base all'accordo stipulato da Della Valle per il restauro del monumento-mito del nostro Paese, «la Tod's avrà per 15 anni il diritto esclusivo sull'utilizzazione commerciale della sua immagine». Ancora il quotidiano dà notizia che il segretario generale della Uil, Gianfranco Cerasoli, ha presentato nei giorni scorsi un esposto alla Procura di Roma e alla Procura della Corte dei Conti «affinché si faccia luce sulle eventuali responsabilità penali ed erariali dell'accordo "segreto" che riguarda il restauro dell'Anfiteatro Flavio», citando la richiesta presentata dalla Volkswagen di usare il monumento per il lancio di un nuovo modello, sospesa a causa dell'accordo con la Tod's. «Ci stupiamo dello stupore la replica dell'azienda marchigiana . Una società quotata in Borsa che spende 25 milioni nel restauro di un monumento, deve motivare agli azionisti il suo comportamento». «È vero che c'è una proposta arrivata tramite un consulente del gruppo Volkswagen per avere la disponibilità dell'uso del Colosseo per un evento che riguarda il lancio di un nuovo modello la conferma del direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, Mario Resca . Ne ho parlato con Della Valle e ora dovremmo vederci a breve perché, anche se il contratto non l'ho visto, mi sembra di capire che esista questo problema, cioè che sia necessario un permesso da parte della Tod's». «In caso di accordo conclude Resca l'offerta della casa automobilistica poteva arrivare fino a 500mila euro, ma non c'è stata negoziazione perché devo prima incontrare Della Valle per capire bene come si possa risolvere questo problema». Taglia corto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Tutto è stato fatto nella massima trasparenza assicura il primo cittadino . Spero che nessuno crei ostacoli a un'operazione che Roma attende da 30 anni». Anche il sottosegretario al Mibac, Francesco Giro, respinge quelle che definisce «affermazioni prive di ogni fondamento». «La tutela del Colosseo era e resterà sempre affidata allo Stato stigmatizza e sarà garantita dal lavoro puntiglioso delle nostre soprintendenze». Contrario all'accordo, invece, Salvatore Settis. «Non ho visto i documenti ma se le cose stanno così, mi sembra che sia una situazione da correggere», commenta l'ex presidente del Consiglio superiore dei beni culturali.