ROMA - «A una grande azienda dovrebbe bastare il lustro conseguito dal finanziare dei restauri di un monumento come il Colosseo. Oltre non bisogna andare». Adriano La Regina è presidente dell'Istituto nazionale di Archeologia e storia dell'arte, in passato fu lo storico sovrintendente ai Beni archeologici della Capitale con un impegno caratterizzato dal rigore che gli valse il soprannome di "signor no". Che idea si è fatto del dibattito che si è innescato sull'intesa con Della Valle? «Voglio essere chiaro. Non conosco nel dettaglio il contenuto dell'intesa. Ma una cosa è certa: non è sbagliato di per sé il ruolo dei privati nel restauro di un monumento, ma le cose vanno fatte nei dovuti modi. In fondo anche papa Pio VII s'impegnò in questo senso, ma c'è una semplice targa a ricordarlo, nulla di più». Quale dovrebbe essere allora il punto di equilibrio nella collaborazione fra il Ministero dei Beni culturali e uno sponsor privato disponibile a spendere 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo? «Dobbiamo partire da un dato: un intervento così importante, che ti fa conoscere in tutto il mondo, non deve avere altro in cambio se non il lustro. Comportarsi in modo differente significherebbe svilire il Colosseo e quindi l'importanza dell'investimento. Utilizzare in modo sbagliato la sua immagine ne intacca il valore che invece va tutelato. E' evidente. Per questo bisogna essere attenti. Non voglio criticare, però è come avviene per certe stupende canzoni del passato: sono molto belle, ma vengono utilizzate con insistenza negli spot pubblicitari e si sviliscono». Qual è il modello da seguire, visto che comunque i soldi dei privati sono necessari? «Guardiamo a ciò che fu fatto vent'anni fa, quando l'allora Banca di Roma s'impegnò, per i lavori al Colosseo, per venti miliardi. Se si tiene conto dell'inflazione, è una cifra più alta di quella di cui si parla oggi. Anzi, se non sbaglio, ci sono ancora tre milioni di euro da spendere. Bene, la banca in cambio non chiese nulla, fu un atto di liberalità, perché già è sufficiente il prestigio che deriva da una operazione di questo tipo. Al controllo di un monumento come il Colosseo non si può abdicare».
Colosseo. La Regina: Il mecenatismo non può trasformarsi in spot
Il presidente dell'Istituto nazionale di Archeologia e storia dell'arte, Adriano La Regina, ha espresso la sua opinione sul ruolo dei privati nel restauro del Colosseo. Secondo lui, non è sbagliato che i privati si impegnino nel restauro di un monumento, ma le cose devono essere fatte nei dovuti modi. La Regina ha anche menzionato l'intesa con Della Valle, senza fornire dettagli, e ha sottolineato l'importanza di non utilizzare la sua immagine in modo sbagliato. Ha anche fatto riferimento all'intervento della Banca di Roma vent'anni fa, che ha investito 20 miliardi di euro nel restauro del Colosseo, senza chiedere nulla in cambio.
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