ROMA L'accordo tra il Comune di Roma, il ministero dei Beni Culturali e Diego Della Valle per il restauro del Colosseo, raggiunto nei mesi scorsi su una cifra di 25 milioni di euro, non va bene per la Uil. A giudizio del sindacato - che ha presentato un esposto alla Procura e alla Corte dei conti - consentirebbe per 15 anni un uso esclusivo del Colosseo da parte della Tod's di Della Valle, tanto da aver fatto già stoppare un'intesa commerciale, vantaggiosa per le casse statali, con la Volkswagen. Il Fatto quotidiano ha dedicato un servizio alla vicenda (il segretario generale del Mibac e commissario per l'area archeologica romana Roberto Cecchi ha annunciato querela) per la quale il sindaco di Roma Alemanno ha invece rivendicato «massima trasparenza»; «Ci abbiamo messo quasi un anno a perfezionare la procedura, mi auguro che nessuno si inventi fantasie che possono creare ostacoli ad un restauro che la città di Roma attende almeno da 30 anni». Il problema però, attacca la Uil, è l'esclusività anche se non è tanto questione di Della Valle che fa il suo mestiere. «Ci sono troppi dubbi su questo accordo sulla tutela del Colosseo con Della Valle che il sindaco e i vertici del ministero della Cultura si sono rivenduti in maniera pomposa nelle ultime settimane», sostiene il segretario romano del Pd Marco Miccoli che chiede al ministro Galan rassicurazioni «sulla proprietà, sulla tutela e sulla gestione del più famoso monumento del mondo»: «Il Colosseo è stato privatizzato?».
Restauro del Colosseo, lite sui diritti in esclusiva
Il Comune di Roma, il ministero dei Beni Culturali e Diego Della Valle hanno raggiunto un accordo per il restauro del Colosseo con un budget di 25 milioni di euro. Tuttavia, la Uil ha presentato un esposto alla Procura e alla Corte dei conti, affermando che l'accordo consentirebbe a Della Valle di utilizzare il Colosseo per 15 anni in esclusiva, senza trasparenza. La Uil sostiene che questo accordo potrebbe essere dannoso per la città di Roma e per la tutela del Colosseo. Il sindaco di Roma Alemanno ha invece rivendicato la massima trasparenza, mentre il segretario generale del Mibac ha annunciato querela.
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