Gianluca Santangelo Nocera Inferiore. Continuano a versare in un completo stato d'abbandono i ruderi medievali presenti sulla collina del Parco (parco Fienga) a Nocera Inferiore. Dopo che negli anni settanta la collina ed il castello furono acquistati dal Comune, seguì un periodo di abbandono terminato con gli interventi della Pro Loco Nuceria Alfaterna (1994) che avviò una serie di lavori finanziati dagli stessi soci (furono investiti 180 milioni). In pochi anni il palazzo ottonovevecentesco fu ripristinato insieme ai giardini e al sentiero in terra battuta che fu allargato e pavimentato con un elegante pavé. Tuttavia, non si è pensato mai di intervenire sui ruderi medievali che poco alla volta sono diventati sempre più cadenti tanto da risultare pericolosi per l'incolumità di quanti vogliano passare qualche ora all'aria aperta. Nel 2007 è cominciata la ristrutturazione della parte nord del castello, l'area che ospitava la zona residenziale di epoca angioina. Gli interventi, funzionali alla realizzazione di un teatro all'aperto, portarono al consolidamento di solo parte delle strutture. I lavori furono sospesi per mancanza di fondi e ad oggi non sono più ripresi. Lo stato del cantiere è desolante: una molazza ed una vasca da bagno, utilizzata per contenere la calce, fanno da sfondo al piazzale abbandonato. Le poche pareti messe in sicurezza sono nuovamente infestate dalla vegetazione. Poco distante, visibile dalla cosiddetta voliera, si vedono le antiche stanze, ciascuna delle quali con un camino, avvolte dalla vegetazione. Alcuni ambienti hanno subito già qualche crollo irreparabile. A legare tra loro le pareti, a volte, sono rimaste ormai solo le radici che si sono insinuate nelle spaccature delle mura. Caso a parte è rappresentato dal donjon (la grande torre pentagonale visibile anche dal centro cittadino). Apparentemente il torrione sembra godere ottima salute, ma all'interno sono visibili i segni del degrado causati dalla pioggia. Il mastio, in teoria, avrebbe un sistema di illuminazione che da tempo non è funzionate. In generale, anche tutto il palazzo Fienga sembra abbandonato a se stesso. Gli infissi appaiono rovinati, le pareti dell'atrio interno hanno l'intonaco danneggiato. Per non parlare della sala che avrebbe dovuto ospitare la collezione Fienga incendiatasi qualche anno fa e mai ristrutturata. Uscendo dal castello lo spettacolo non cambia. Tra i roveti si intravede la grande cisterna che è completamente avvolta dalla vegetazione e con una delle torri che la difendono minaccia di crollare proprio sulla strada. L'interno della struttura è un ricettacolo di immondizia. «Il castello del Parco è un luogo che potenzialmente può offrire molto ai cittadini di Nocera - ha sottolineato Paolo Peduto, ordinario di Archeologia Medievale presso l'Università di Salerno - Per questo, ho ribadito più volte, che occorrerebbe un intervento coordinato finalizzato, prioritariamente, a mettere in salvo i ruderi medievali». «Ad oggi - ha ribadito Antonio Pecoraro, presidente dell'archeolcub di Nocera - paradossalmente, la fortificazione è ancora sotto assedio. I nuovi invasori sono rappresentati dagli speculatori e i faccendieri che non hanno a cuore la sorte della collina. Trovo incomprensibile che, persino il Patto Territoriale, abbia contribuito a deturparne il paesaggio. Sono sotto gli occhi di tutti i mostruosi impianti di condizionamento dell'aria montati sulle terrazze del palazzo Fienga. Ricordo a tutti che la collina è vincolata paesaggisticamente e mi appello alla Soprintendenza competente». Molto scoraggiato Gino D'Angelo, presidente della Pro Loco: «Siamo presenti sul castello con i nostri uffici. Nonostante ciò non abbiamo potuto evitare alcuni scempi, come l'abbattimento di un ulivo secolare nella zona della cosiddetta Sala dei Giganti e il montaggio di alcune antenne sulla torre. Sicuramente potevano essere posizionate dando meno nell'occhio. Purtroppo, l'utilità di certi interventi sfugge alla mia comprensione».