Se, passeggiando nel cuore antico di Napoli, sbucate dal vecchio vicolo Sansevero (ridedicato a Francesco De Sanctis, che vi abitò) in faccia al muro di San Domenico Maggiore, potrete leggere un singolarissimo cartello, apparentemente risalente agli anni Cinquanta, che recita: «Cittadini, rispettate i vostri monumenti». Ignoro se ve ne siano altri esemplari, in giro per la città, o per l'Italia. Per quel che vale, Google attesta che nello sterminato specchio della Rete risulta un'unica occorrenza di questa frase, in apparenza così banale: e si tratta proprio di una fotografia di quel raro avviso viario. Fossi il ministro dei Beni culturali farei clonare quella moderna epigrafe, e la riprodurrei in migliaia di esemplari da affiggere nei centri storici delle cento città della Repubblica. La densità e la pregnanza di quel breve testo esprimono infatti perfettamente il senso ultimo della tutela del patrimonio artistico. Quel patrimonio è 'nostro' in quanto siamo 'cittadini', cioè membri consapevoli e attivi di un popolo sovrano che ne ha ereditato la proprietà materiale e morale. Ma, d'altra parte, sono proprio questi 'monumenti', cioè questi potentissimi concentrati di memoria e identità, ad averci fatto cittadini, cioè ad averci edificati nella storia come comunità civile. Ed il 'rispetto' che il cartello ci chiede di esercitare verso le antiche pietre alle quali è affisso è in realtà un rispetto verso noi stessi, verso il nostro essere cittadini, verso la nostra identità. Che questo cartello stradale sia rimasto conficcato nel meraviglioso e martoriato centro antico di Napoli non può che essere segno di speranza: è dalla ferma e consapevole dignità di questa sorta di messaggio in bottiglia che si deve ripartire.
Il cartello sopravvissuto negli anni
Un cartello stradale in Napoli recita: "Cittadini, rispettate i vostri monumenti". Il cartello è apparentemente risalente agli anni Cinquanta e non si conoscono altri esemplari. La frase esprime perfettamente il senso della tutela del patrimonio artistico. I monumenti sono 'nostro' perché siamo 'cittadini' e sono stati 'edificati' nella storia come comunità civile. Il cartello chiede un 'rispetto' verso le antiche pietre, che è in realtà un rispetto verso noi stessi, la nostra identità e la nostra dignità. Il cartello è rimasto nel centro antico di Napoli, segno di speranza per ripartire dalla ferma dignità di questo messaggio.
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