Mario Resca è un uomo forte del ministero ma più che un burocrate si sente un manager della cultura nella duplice veste di consigliere per le politiche museali e Direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero dei Beni culturali. È stato spesso accusato di avere una visione troppo commerciale e berlusconiana del patrimonio artistico nazionale. Stavolta però l'ex amministratore delegato di Mc Donald's Italia, scelto da Silvio Berlusconi per sfruttare al meglio i monumenti, è stato scavalcato a destra dal segretario generale del ministero Roberto Cecchi con il suo accordo con la Tod's. Il Fatto Quotidiano gli ha chiesto un parere su quello che sta accadendo e lui non si è tirato indietro. Direttore, è vero che lo Stato italiano non è più padrone di concedere il Colosseo a un'impresa che voglia usarlo per un evento come ha scoperto la Volkswagen, costretta a chiedere il permesso a Diego Della Valle? È vero che c'è una proposta arrivata tramite un consulente del gruppo Volkswagen per avere la disponibilità dell'uso del Colosseo per un evento che riguarda il lancio di un nuovo modello. Effettivamente io ne ho parlato con Diego Della Valle e ora dovremmo vederci a breve perché, anche se il contratto non l'ho visto, mi sembra di capire che ci sia questo problema. Il segretario della Uil Gianfranco Cerasoli sostiene che, solo questo evento della Volkswagen, poteva fruttare una cifra intorno al milione di euro. No, la cifra è più bassa. Prima ci è stata scritta una lettera che conteneva un'offerta molto più bassa. Poi a voce mi è stata fatta un'ipotesi che, in caso di accordo poteva arrivare a un ammontare molto più alto, fino a una cifra di 500 mila euro. Ma non c'è stata negoziazione perché devo prima incontrare Diego Della Valle per capire bene come si possa risolvere questo problema. Non ritiene che l'uso del Colosseo e del suo sfruttamento commerciale sia stato concesso in esclusiva per 15 anni con troppa leggerezza? Guardi, l'unica cosa che posso dirle è che, da quando sono arrivato, io ho sempre detto che bisogna attrarre i privati perché è sempre un fatto positivo. I privati possono mettere soldi e competenze. Ad esempio ad Ercolano da dieci anni collaboriamo con la Fondazione Packard (David Woodley Packard, con la sua fondazione Packard Humanities Institute Ndr) che però ha fatto mecenatismo puro. Ha messo denari e ha messo competenze ed Ercolano è un esempio molto positivo. È vero che in questo caso non l'hanno coinvolta e non hanno coinvolto nemmeno il gabinetto del ministro e il suo ufficio legislativo? Preferirei non parlare di questo argomento. In fondo io non ho competenza perché ricade sotto il commissario straordinario, l'architetto Roberto Cecchi. C'è un decreto della presidenza del consiglio che gli dà i poteri. La Volkswagen cosa voleva fare? Voleva fare un lancio della nuova autovettura con una serie di serate all'infuori degli orari per invitare i loro distributori provenienti da tutte le parti del mondo. Poi però si è tutto bloccato e so che stanno valutando altre sedi europee. Peccato. Loro avevano un forte interesse perché lei capisce che il Colosseo è un'icona mondiale ma la cosa non è andata avanti e penso si stiano ritirando. Il Colosseo secondo lei ha delle potenzialità di sfruttamento commerciale inespresse? Ma certo. Lei pensi al Gladiatore. Siamo a dieci anni dall'uscita del film Il Gladiatore e abbiamo visto con grande chiarezza che certamente ci ha portato in tutto il mondo grandissima notorietà. Non a caso noi stiamo parlando adesso con Woody Allen perché vuole fare un film ambientato a Roma (il regista ha annunciato che trascorrerà l'estate nella Capitale per girare la sua nuova pellicola, ndr) e noi gli abbiamo detto che siamo disponibilissimi ad aiutarlo se ha bisogno di ambientazioni nei monumenti di Roma, musei. Lei immagini Il fantasma del Louvre quanto ha aiutato il Louvre. Io mi occupo di comunicazione e il mio obiettivo è proprio quello di portare più visitatori. Io da quando sono arrivato ho puntato su questo e il mio obiettivo non è la mercificazione ma l'avvicinamento dei monumenti al popolo. In due mesi abbiamo fatto più 27 per cento di visitatori. Se Woody Allen volesse usare Il Colosseo, dovrebbe chiedere il permesso alla Tod's? Preferisco non rispondere. Chieda al ministero e al sottosegretario Giro. Io le posso dire solo che incontrerò Della Valle al ritorno dal mio viaggio negli Stati Uniti, tra un paio di settimane poiché abbiamo questa richiesta specifica della Volkswagen. Ci potrebbero essere i numeri uno del mondo in quell'evento e fare un party simile al Colosseo non sarebbe male. Volkswagen ha rinunciato? Io ho parlato due giorni fa con chi ha in mano la cosa e sono scoraggiati ma vediamo di risolverla. Io vorrei condividere con Della Valle una strategia di valorizzazione che la mia direzione generale ha in mente e che è lontana dalla mercificazione. Ma.Li.