Promesse per strappare applausi, per scatenare i flash dei fotografi. Poi della "Lista nozze", quei regali che i capi di stato stranieri avrebbero dovuto fare per favorire la ripartenza sono rimaste solo parole al vento e qualche articolo sui giornali. La proposta lanciata da Berlusconi ai Grandi della Terra riuniti per il G8, al momento ha raccolto la solidarietà concreta solo di Kazakistan, Francia, Russia e Germania. Incerti e al momento risicati i finanziamenti dello Stato. A due anni dal terremoto, è ancora più straziante la situazione dei beni culturali d'Abruzzo devastati dal sisma. All'Aquila, di fatto, i restauri sono ancora tutti da cominciare. 917 tra palazzi e chiese restano inagibili e 100 edifici devono ancora essere messi in sicurezza. Mancano le risorse. Ma un problema sembra riguardare anche il coordinamento delle operazioni. Intanto c'è chi rincorre i paesi esteri e ricorda le promesse. Sottotraccia proseguono le trattative diplomatiche con le nazioni straniere, per far sì che chi ha preso impegni li trasformi in qualcosa di più concreto, e chi era interessato ma non si è mosso, lo faccia. A occuparsi dei colloqui con i Paesi esteri non è un ambasciatore, ma un avvocato: Fabrizia Aquilio, aquilana, scelta dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che porta avanti i rapporti diplomatici in tutto il mondo a caccia di contributi. Un compito più grande di lei, più grande di tutti, tanto che, ammette, «non sono mica Batman». Per salvare dalle macerie il patrimonio artistico abruzzese, stimava due anni fa il vice commissario di protezione civile Luciano Marchetti - l'ingegnere esperto di ricostruzione arrivato dal Mibac - servono 3,5 miliardi di euro. La cifra raccolta ad oggi è lontanissima dall'obiettivo: 17,8 milioni stanziati dal ministero, 58,3 raccolti dalla protezione civile, 87 in totale dalle donazioni. La delusione più forte è arrivata dagli Stati esteri: tutti si sono commossi di fronte alle macerie, ma in pochi hanno concretamente messo mano al portafoglio. A due anni da quel terribile 6 aprile, l'unico versamento già fisicamente entrato nelle casse aquilane per i 45 monumenti della "lista nozze" è quello del povero e generoso Kazakistan, 1,7 milioni di euro come contributo per il restauro della Chiesa di san Biagio d'Amiternum e di San Giuseppe dei Minimi, che sta per partire. Anche la Regione Veneto, che aveva annunciato un contributo di 1,2 milioni per San Marco, con la possibilità di arrivare a 5 milioni, ha offerto alla fine solo 300 mila euro, che sono bastati appena per i puntellamenti. Soldi sicuri sono attesi comunque dalla Russia (fino a 9 milioni e 100 mila euro per Palazzo Ardinghelli e San Gregorio Magno). Di certo c'è anche il contributo della Francia per la Chiesa delle Anime Sante (3 milioni 250 mila che copriranno il 50 dell'importo necessario per il restauro). Mentre il governo tedesco manderà 3,5 milioni per un "fuori lista", la chiesa di San Pietro Apostolo a Onna. Altri contributi sono arrivati da fondazioni bancarie, associazioni, regioni, anche da Porta a Porta e dalla Camera dei Deputati. Ma i conti non tornano: per i 45 monumenti della "lista di nozze" si puntava a raccogliere 450 milioni di euro, il totale delle entrate al lordo dei fondi promessi non arriva a 29. Marchetti si augura di incontrare presto il nuovo ministro Galan e di avere da lui risposte certe. Ribadisce che «Servono almeno 3 miliardi, anche se diluiti nel tempo».