«Ci rendiamo conto di quanto sia importante l'obelisco di Axum per la popolazione etiope e siamo felici di restituirlo». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha accolto ieri pomeriggio il primo ministro dell'Etiopia, Meles Zenawi, in visita ufficiale a Roma. «Siamo grati per la decisione - ha replicato Zenawi - perché per noi la stele non ha solo un valore artistico, ma rappresenta un simbolo per il nostro paese». Nel corso del colloquio, che è durato circa un'ora ed è stato impegnato quasi tutto dalla questione dell'obelisco, quello che Zenawi aveva definito un «problema irritante» si è definitivamente risolto. «Ora comincerà una nuova era nei rapporti con l'Italia», ha detto Zenawi. Il governo italiano si impegna non solo a coprire le spese del trasporto, ma anche quelle per il reinserimento della stele ad Axum, che verrà effettuato insieme all'Unesco con un'operazione di riqualifica dell'intero parco archeologico e la risistemazione di altri quattro obelischi. Le operazioni per mettere a punto il trasferimento dei tre tronconi di pietra grantica pesanti 160 tonnellate prenderanno il via all'inizio del prossimo anno. Ma non si sa ancora con precisione quando avverrà il trasloco vero e proprio. Anche se i dettagli del viaggio sono stati discussi ieri mattina dallo stesso Zenawi con il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica. A caricare i tre pesantissimi tronconi sarà un Antonov 124, di fabbricazione russa. La ditta Lattanzi, assistita dall'abilità del professor Giorgio Croci, che si è occupato anche del delicato smontaggio, dovrà imbracare i tronconi in una scocca disegnata come una Ferrari. Per il trasferiento da Fiumicino all'aeroporto di Axum saranno necessari cinque voli: uno di prova, uno per ogni troncone e l'ultimo per le attrezzature. Un'impresa ciclopica che costerà in tutto circa sei milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 350 mila già spesi per smontare la stele.