Il direttore del teatro Pietro Carriglio "Non sono contrario ma la memoria non va cancellata" Apprendi, promotore delliniziativa: "Non hanno alcun potere deve decidere il Comune" Spente le luci, smontato il palco, restano le polemiche. Perché via Salvo Licata ancora non cè. Era stato il deputato regionale del Pd Pino Apprendi a proporre di intitolare la via Teatro Biondo al giornalista e drammaturgo scomparso il primo aprile di undici anni fa. La proposta aveva immediatamente incontrato il favore della vedova, Mirella Fabbri, e della figlia Costanza, oltre che di numerosi artisti. Quegli stessi artisti che venerdì sera hanno accettato linvito di esibirsi dietro il Teatro Biondo per ricordare Licata: Gigi Burruano, Lollo Franco, Salvo Piparo, Paride Benassai, Mario Modestini, Lavinia Pupella, Stefania Blandeburgo e molti altri, davanti a un pubblico non numeroso. Il Comune per loccasione aveva ripulito lo spiazzo adiacente e piantato qualcosa nellaiuola, ma per la targa non ha fatto sapere nulla. Pare infatti che la proposta di intitolare la strada non trovi favorevole il direttore del Teatro Biondo, Pietro Carriglio. «Non è lui che può decidere in tal senso tuona Apprendi, innescando la miccia di una polemica destinata a durare a lungo ma la commissione toponomastica». Dunque, la palla passa adesso allassessore ai Beni culturali Gianpiero Cannella e alla commissione toponomastica. Ma Carriglio si affretta a precisare: «Io non ho nulla in contrario a che si intesti una strada a Licata. Lo stimavo. Ma non si può cambiare la storia di questa città da un giorno allaltro. Se Palermo ha dedicato una strada alla famiglia Biondo lo ha fatto in segno di riconoscimento per limpegno profuso per la vita artistica e culturale della città: costruirono un teatro a loro spese. E questo deve essere ricordato. Daltronde molti sanno bene che più di ventanni fa espressi contrarietà anche per lintitolazione della stessa strada ad Angelo Musco o a Luigi Pirandello. E ricordo che anche il sindaco Martellucci disse di no». Una strada contesa, quella in cui si esibivano i giovanissimi Franchi e Ingrassia ma anche Peppe Schiera, recuperato alla memoria collettiva proprio da Licata. Perché cè anche un comitato che propone di intitolarla a Franco e Ciccio. Ma la polemica si sposta anche su un altro versante. Apprendi, che ha pagato a sue spese i tecnici, lamplificazione e le luci per la manifestazione di venerdì, sostiene che il Teatro Biondo, contattato per un sostegno tecnico, si è tirato indietro allultimo momento: «Noi avevamo chiesto le pedane, un punto luce e un po di attrezzatura, ma a pochi giorni dalla manifestazione, quando avevamo già ricevuto le adesioni degli artisti e stampato il manifesto, è venuta la battuta darresto». Ribatte Carriglio: «Io veramente avevo offerto il teatro la domenica mattina, meglio di uno spazio esterno. Fornire quei servizi la sera era impossibile vista la situazione critica che vive il teatro». E adesso? Nei corridoi del Comune qualcuno suggerisce di intitolare a Licata la vicina piazza Venezia, una proposta che accontenterebbe le parti in causa. Sempre ammesso che il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni non dica di no. Intanto, dall8 al 10 aprile torna in scena al teatro Crystal lopera di Licata "Tutto per quello", un viaggio allinterno del teatro greco-romano per la regia di Marco Pupella, con Salvo Piparo e Costanza Licata.