NAPOLI. Già direttrice dell'Archivio di Stato di Salerno, dal 2009 è a capo anche di quello partenopeo. La dottoressa Imma Ascione ha sempre proposto grandi progetti per l'archivio storico napoletano. «Ridarò all'Archivio di Stato di Napoli il lustro che aveva prima del terremoto del 1980», affermò l'indomani del suo insediamento. Direttrice Ascione, sono passati meno di due anni dalla sua nomina, che novità ci sono? «Direi che ce ne sono diverse, e anche molto significative. Un esempio è la sottoscrizione dei protocolli d'intesa con il Ministero della Giustizia e con la dottoressa Fioretta Rolleri, responsabile degli uffici giudiziari napoletani, per la realizzazione del "Polo Storico-Giudiziario" di Napoli. La sede sarà Castel Capuano dove saranno allestiti quaranta chilometri di scaffalature. In questo modo sarà valorizzato il patrimonio documentario, e quello architettonico rappresentato dal castello». E per la sede di via del Grande Archivio? Due anni fa rilevammo una situazione piuttosto grave in alcune stanze, dove interi fondi librari erano stati aggrediti dall'umidità ed altri accatastati in malo modo. Tuttora studiosi raccontano di fasci del '700 "inzuppati d'acqua". «Siamo pur sempre all'interno di un antico monastero. Ciononostante sono stati riparati i dissesti maggiori e si è proceduto al recupero di numerosi spazi occupati da rifiuti ingombranti che abbiamo provveduto a smaltire. Durante queste operazioni abbiamo inoltre recuperato pezzi "storici", come scrivanie ed arredi pregiati del '700, che erano in stato di totale abbandono». Qual è attualmente il compito più impegnativo che si trova ad affrontare? «Sicuramente il processo di patri-monializzazione dell'Archivio. I beni di cui è composto, rappresentati anzitutto dai documenti, ma anche da arredi, opere d'arte e reperti storici, prima erano considerati di natura demaniale, adesso invece di natura patrimoniale. È un aspetto importante, soprattutto nell'ottica del probabile passaggio di competenze, secondo me nemmeno troppo lontano, tra il Ministero dei Beni Culturali e le Regioni circa gli archivi di Stato. Attualmente sono stati stimati soli 8-10 chilometri di documentazione, per un valore di 15 milioni di curo. Si tratta però solo di una minima parte». Un patrimonio inestimabile... «L'Archivio di Stato di Napoli è il quarto al mondo per quantità e valore dei documenti custoditi. A precederlo ci sono gli Archivi Segreti Vaticani, il Public Record Office di Washington (dove si trova la maggior parte dei documenti relativi alla Seconda Guerra mondiale), e l'Archivio di Stato di Venezia». Quali sono le priorità per quello di Napoli? «Direi anzitutto che occorre aumentare il personale. Il Ministero dei Beni Culturali da cui dipendiamo fu istituito nel '75. La maggior parte delle assunzioni risale all'epoca, e quindi nel giro di pochi anni l'organico diminuirà drasticamente. Con gli attuali settanta dipendenti riusciamo a garantire l'apertura delle sale per 11 ore al giorno e due aperture settimanali per la sede di Pizzofalcone. E poi c'è sempre bisogno di nuovi spazi. Il patrimonio archivistico dello stato è così vasto che in molti casi si è costretti ad affidarne la custodia ai privati».
Napoli. Tra i rifiuti trovati arredi del '700
La dottoressa Imma Ascione è direttrice dell'Archivio di Stato di Napoli dal 2009. Ha proposto grandi progetti per l'archivio storico napoletano. Tra le novità, la sottoscrizione dei protocolli d'intesa con il Ministero della Giustizia e con la dottoressa Fioretta Rolleri per la realizzazione del "Polo Storico-Giudiziario" di Napoli. La sede sarà Castel Capuano con quaranta chilometri di scaffalature. L'Archivio di Stato di Napoli è il quarto al mondo per quantità e valore dei documenti custoditi. La priorità è aumentare il personale e trovare nuovi spazi per il patrimonio archivistico.
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