Italia Nostra Valdarda critica il taglio nei giardini e scrive agli enti di tutela CORTEMAGGIORE -Anche le associazioni Italia Nostra (sezione Fiorenzuola-Valdarda) e Pro Natura Valdarda protestano per la decisione di abbattere alberi nei giardini pubblici di Cortemaggiore, decisione motivata dal Comune come riqualificazione. Una decisa opposizione, sottoscritta dal presidente e responsabile delle due associazioni, Luigi Ragazzi, è stata inviata alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggio delle province di Parma e Piacenza, al Corpo forestale dello Stato e alla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna. Dopo aver rilevato che «i giardini di Cortemaggiore sorgono su di un'area storicamente rilevante sulla quale, nel 1480, fu costruita la Rocca del nuovo stato Pallavicino (demolita nel 1809) e limitrofa allo storico palazzo medioevale», Ragazzi fa presente che «l'importante area verde magiostrina è probabilmente coeva alla posa (1923) del monumento dedicato ai Caduti della prima guerra mondiale e che il suo completamento risale agli inizi degli anni Cinquanta a seguito delle costruzione dell'edificio che ospita la scuola elementare e lo spostamento in altra località del vecchio campo sportivo». Lamenta la carenza di notizie in merito ad eventuali malattie delle piante abbattute e dichiara di «non potere e di non volere accettare teoriche giustificazioni come quella di "rimessa a nuovo dei giardini pubblici con la rimozione di piante vecchie, secche non più confacenti"». E aggiunge: «Ma chi stabilisce che certe piante non sono più confacenti? Se ad indirizzare le decisioni di abbattere un patrimonio arboreo è il mutevole gusto estetico di qualcuno, non solo non avremmo giardini storici, ma nemmeno aree verdi degne di questo nome». Il presidente Ragazzi, dopo aver ricordato «l'inutile» abbattimento di alberi nelle adiacenze di luoghi soggetti a tutela, come l'oratorio di San Giovanni e il doppio filare di ippocastani tra il torrente Arda e il complesso della chiesa francescana, sostiene che «il criterio delle "piante poco o non più confacenti" non dovrebbe mai essere applicato nel caso di alberi di alto fusto, perché alle piante messe attualmente a dimora occorrono molti anni prima di esplicare i benefici offerti dalle piante adulte sotto il profilo ecologico come la depurazione dell'aria, l'ombreggiamento e la formazione di barriere antipolvere e frangivento. E quanti anni occorreranno - conclude - per avere un concreto "polmone verde" in un centro abitato di notevole traffico e in grado di offrire ombra e aria pulita, e mitigare afa e calura estiva?».
Cortemaggiore. Quegli alberi erano il polmone di Corte
L'associazione Italia Nostra (sezione Fiorenzuola-Valdarda) e Pro Natura Valdarda hanno criticato la decisione del Comune di Cortemaggiore di abbattere alberi nei giardini pubblici. La decisione è stata motivata come riqualificazione. La presidente e responsabile delle due associazioni, Luigi Ragazzi, ha inviato una lettera di protesta alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggio, al Corpo forestale dello Stato e alla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna.
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