Reperti e immagini racconteranno ai tedeschi la tragica eruzione Pompei. Il mito di Ercolano «vola» in Germania. Ieri, al museo «Pergamonmuseum» di Berlino, la presentazione del soprintendente archeologo di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, della mostra «Le ultime ore di Ercolano». L'evento, dal titolo «Die letzten Stunden von Herculaneum», d'intesa con la soprintendenza archeologica di Pompei e la soprintendenza archeologica per le Province di Napoli e Caserta, sarà ospitato al Pergamonmuseum di Berlino, al Westfälisches Römermuseum di Haltern e al Focke Museum di Bremen, dal 20 maggio 2005 al 18 aprile 2006. L'articolazione dell'esposizione illustra sia la storia del seppellimento e degli scavi, sia particolari classi di oggetti funzionali ai diversi aspetti della vita quotidiana, privata e pubblica, in una città dell'Italia romana nel primo secolo dell'Impero. Alcuni importanti prestiti di opere del museo archeologico nazionale di Napoli e del museo di Dresda offrono per la prima volta la possibilità di ricomporre contesti altrimenti non fruibili nella loro interezza. Di particolare rilievo appaiono le nature morte della Casa dei Cervi (museo di Napoli) che i visitatori potranno ammirare accanto al gruppo scultoreo scavato nell'omonima casa, ma soprattutto la Grande e la Piccola Ercolanese di Dresda, due sculture che dopo quasi trecento anni, si ricollegano materialmente al loro contesto originario, consentendo, ai visitatori, di apprezzarle non più solamente come astratti esempi dell'arte romana, bensì come arredo essenziale nel dar forma e decoro a un edificio di una specifica città antica. I reperti in mostra sono centotrentacinque, tra cui due calchi delle vittime, sei reperti organici (fichi, uova, legumi), astucci con monete, oltre a dodici affreschi, sedici statue in marmo e quattordici monili preziosi. «La mostra - ha illustrato il soprintendente Guzzo - si inserisce a pieno titolo nell'intensa attività, sia scientifica che espositiva, che, soprattutto negli ultimi due anni, ha visto la soprintendenza archeologica di Pompei collaborare proficuamente con alcune tra le più importanti istituzioni museali straniere. Da questa specifica collaborazione italo-tedesca, è nata la possibilità di offrire al pubblico tedesco, per la prima volta in assoluto - sottolinea il soprintendente - la ricostruzione di un contesto, quale quello del Teatro di Ercolano, disgregato ormai da più di 300 anni».