BENI CULTURALI avanti tutta, fra dimissioni annunciate (e ritirate), schiarite economiche (la settimana prossima prenderà il via l'esame del decreto legge per il reintegro del Fondo unico per lo spettacolo e risorse per Pompei) e "scempi" veri, denunciati via internet. Proprio nel giorno in cui l'archeologo Andrea Carandini annuncia il ritiro delle dimissioni da presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali (presentate il 14 marzo scorso per protestare contro i tagli al settore) dopo un incontro chiarificatore con il neoministro Giancarlo Galan, arriva una tegola on line. Il gruppo Facebook "Stop Killing Pompeii Ruins" ha infatti pubblicato eloquenti scatti di un edificio a ridosso delle mura pompeiane. «Un altro scempio si sta consumando negli Scavi di Pompei, e stavolta è costato 5 milioni di euro», denunciano sul social network. A cinque mesi dai crolli e dalle polemiche sul degrado e sugli sprechi che coinvolgono l'area archeologica più famosa al mondo, "Stop Killing Pompeii Ruins" non ci sta, e butta lì un macigno nella rete: «Basta fare il solito giro turistico, per scovare un enorme cubo di cemento armato, vicino alle mura della città romana, nei pressi di Porta Nola: un vero e proprio bunker alle porte degli Scavi riporta la pagine del gruppo Facebook, che conta già 2500 amici di ogni parte del mondo . Un eco-mostro da 5 milioni di euro, i cui lavori sono ancora in corso». Sulla destinazione dell'edificio in costruzione, qualche chiarimento arriva direttamente dal bando pubblicato il 9 agosto 2006 e aggiudicato il 22 novembre dello stesso anno: «Quel bando della soprintendenza Archeologica di Pompei è poco chiaro rincarano la dose gli ideatori del gruppo nato su Facebook : l'edificio ospiterà (pare) nuovi depositi, uffici per il personale e magazzino archeologico. I costi, dagli iniziali 3 milioni 7mila euro (dai quali va sottratta la percentuale del 25,746 L'edificio alle porte degli Scavi: sarà interrato di ribasso per l'aggiudicazione) in fase attuativa. iniziata durante la gestione commissariale, sono lievitati a 4 milioni 906mila euro. Quasi 5 milioni per un qualcosa che non si sa a cosa servirà, e che in quattro anni non è stato ancora ultimato». Dopo un primo momento di vuoto che faceva sperare nell'ennesimo pesce d'aprile, la conferma arriva dagli uffici del ministero: «Si tratta di un progetto finanziato con fondi europei per realizzare il nuovo deposito dedicato ai reperti archeologici "senza casa", presentato dall'ex soprintendente spiegano da via del Collegio Romano . L'edificio è stato costruito su terreno di riporto accumulata lì ai tempi degli scavi borbonici. Una volta terminata la sua costruzione verrà ricoperto di terra. E addio ecomostro».
Ecomostro a Pompei. Il ministero: sarà interrato
Il gruppo Facebook "Stop Killing Pompeii Ruins" ha pubblicato un'immagine di un edificio a ridosso delle mura pompeiane, accusando la soprintendenza archeologica di Pompei di costruire un ecomostro di 5 milioni di euro. L'edificio è stato costruito su terreno di riporto accumulata ai tempi degli scavi borbonici e verrà ricoperto di terra una volta terminata la sua costruzione. Il progetto è finanziato con fondi europei per realizzare un nuovo deposito dedicato ai reperti archeologici "senza casa". Il gruppo ha denunciato gli sprechi e il degrado dell'area archeologica più famosa al mondo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo