Dopo l'approvazione, nella notte tra martedì e ieri, della legge regionale sul condono in Campania, che disciplina la materia fissando limiti restrittivi rispetto alla normativa nazionale, è esplosa la polemica tra maggioranza e opposizione. La Cdl giudica la procedura «ai limiti dell'eversione» e contesta il fatto che la legge sia stata varata dopo la scadenza del 12 novembre, quando è già scattato il termine per la consegna delle domande di sanatoria in base alla normativa nazionale. Secondo Bassolino, invece, «la legge ha piena validità». L'assessore all'Urbanistica, Di Lello, ricorda che le domande pendenti «ricadranno ora nella nuova legge campana». Secondo la nuova normativa, i metri cubi condonabili non possono superare i 250 per ogni singola richiesta, i 600 per l'intero edificio. Chi sperava nei 750 della legge nazionale, si ritrova autodenunciato. Inoltre vanno ricalcolati l'oblazione (più 10) e gli oneri concessori (più 100). Chi ha già pagato, dovrà integrare i versamenti. Condono, la Regione raddoppia vincoli e tasse --------------- Un anno di ricorsi alla Corte costizionale, una notte di tensioni e battaglia in Consiglio regionale, il compromesso sul filo dei 250 metri cubi anziché 150: 37 i voti a favore, astenuti tre comunisti perm le troppe aperture e il socialista Antonio Simeone per le troppe restrizioni. In aula soltanto la maggioranza, assente il centrodestra. Ma il vero scontro per la legge regionale sul condono edilizio comincia da domani, quando gli 11 articoli saranno pubblicati sul bollettino ufficiale e le norme entreranno in vigore per stringere le maglie della normativa nazionale (le domande vanno presentate entro il 10 dicembre). I Comuni non potranno fare a meno di recepire il testo e applicarlo nella parte amministrativa, attenendosi poi a quello nazionale per la parte penale. Di buona o malavoglia, sindaci di centrodestra e di centrosinistra dovranno adeguarsi almeno fino a quando non arrivi un ordine diverso, a cominciare da una impugnativa del governo, con ricorso alla Corte costituzionale, o di un cittadino al Tar innescando il meccanismo di sospensione dei provvedimenti. Il primo motivo di contrasto: la data di approvazione della legge regionale, 12 novembre l'indicazione. Dicono gli esponenti del centrosinistra: «Materia delle Regioni, qualsiasi data sarebbe stata buona, ma poi il termine secondo i nostri calcoli sarebbe scaduto il 30 novembre». Il secondo motivo di scontro sono le domande presentate dal 12 novembre alla data di entrata in vigore della legge regionale. Nell'articolo otto della normativa campana si stabilisce che si applica la legge regionale. Che significa? Primo effetto: i metri cubi condonabili per ogni richiesta non possono superare i 250 per singola richiesta, i 600 per l'intero edificio. Chi sperava nei 750 della legge nazionale si trova autodenunciato. Richia anche l'abbattimento? Secondo alcuni esperti sì. Per aree e immobili sottoposti a vincoli il condono è ammesso per soli 75 metri cubi, ma solo se c'è conformità con gli strumenti urbanistici vigenti. Nella zona rossa sono condonabili solo gli adeguamenti igienici. Secondo effetto: vanno ricalcolati oblazione (più 10 per cento) e oneri concessori (più 100 per cento) per tutte le domande presentate finora. Chi ha già pagato i bollettini con gli anticipi da presentare insieme con le domande, deve rimettere mano alla tasca. «Le somme corrispondenti all'incremento dell'oblazione devono essere versate entro il 20 dicembre», si legge all'articolo sei. Lo stesso articolo puntualizza: «Le somme corrispondenti alla differenza tra la misura dell'anticipazione degli oneri concessori e la quota già anticipata da chi ha presentato la domanda devono essere versate entro 150 giorni dall'entrata in vigore della legge». Non a caso hanno un diavolo per capello i sindaci. Non a caso sono arrabbiatissimi geometri, ingegneri e architetti che avevano spinto i clienti a presentare in fretta le domande sperando nell'applicazione della legge nazionale. Un altro dei punti che la giunta regionale ritiene qualificante è il potere sostituvivo per le demolizioni delle costruzioni fuorilegge: in caso di inadempienza dei Comuni subentra la Regione con un commissario. Inoltre, con le maggiorazioni delle oblazioni e degli oneri di concessione saranno costituiti i fondi per gli abbattimenti e per la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana a disposizione dei comuni. ------------ Superverifiche per svelare i falsi Massima attenzione alle false dichiarazioni di chi chiede il condono. I Comuni potranno verificare la rispondenza della documentazione alla realtà, ed eventualmente trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica. Rischiano grosso i tantissimi che hanno costruito o stanno costruendo abusivamente in questi mesi sperando nella sanatoria (che non va oltre gli edifici completi al 31 marzo 2003): se gli edifici non risulteranno dalle aerofotogrammetrie eseguite un anno fa, si potrebnbe arrivare agli abbattimenti nel giro di poche settimane. Se non lo faranno i Comuni la Regione si potrà sostituire. ------------- Infrastrutture, esperti a confronto Come potenziare la dotazione infrastrutturale della Campania? Se ne parlerà domani a Napoli (ore 14,30, hotel Excelsior) nel corso di un forum organizzato da Ambrosetti su: «Il ruolo delle infrastrutture nel Mezzogiorno, quali strategie per il vantaggio competitivo della regione Campania». Al dibattito, moderato dal direttore de Il Mattino, Mario Orfeo, interverranno il presidente della Regione Antonio Bassolino, gli assessori regionali alle Attività produttive e ai Trasporti Gianfranco Alois e Ennio Cascetta, il presidente di Federturismo Costanzo Jannotti Pecci, il presidente dell'Autorità portuale di Napoli Francesco Nerli, l'assessore comunale allo Sviluppo Nicola Oddati, il presidente dell'Associazione studi e ricerche per il Mezzogiorno Federico Pepe, il mananging director Baa Italia Mauro Pollio, il presidente di Infrastrutture Spa Andrea Ripa di Meana, l'economista Giacomo Vaciago.