PATRIMONIO. Da Palazzo Barbieri una lettera per spiegare al neoministro le necessità dell'anfiteatro e i costi dell' intervento Servono 12 milioni per impianti e strutture, ma un'altra trentina fra palazzi e porte attendono fondi Un «Do di petto» d'allarme al Governo affinché metta mano al portafoglio per salvare l'Arena. Nonostante lo sforzo già compiuto dal Comune, gestore dell'anfiteatro romano, servono altri 12 milioni per pulizia dei muri, sigillatura delle gradinate contro infiltrazioni d'acqua e per installare un nuovo impianto elettrico al posto dell'attuale, vecchio di 50 anni. L'obiettivo? Rendere sicuro e agibile il monumento, che ha 2.000 anni, e non solo per la stagione estiva. L'assessore all'edilizia pubblica Vittorio Di Dio ha scritto al neoministro dei Beni e delle attività culturali ed ex presidente della Regione Giancarlo Galan, da poco subentrato a Sandro Bondi, chiedendo al Governo di «valutare la possibilità di erogare un contributo straordinario» per fronteggiare una serie di opere, illustrate nel dettaglio, «stanti le difficoltà economiche in cui tutti i Comuni versano, anche in relazione al patto di stabilità, all'onerosità degli interventi stessi e al fatto che non sono percorribili altre forme di finanziamento». Di Dio già rivoltosi a Bondi e promotore di un appello ai mecenati della città ad "adottare" un monumento sull'onda dell'imprenditore Diego Della Valle, che ha stanziato 25 milioni per restaurare il Colosseo sottolinea l'importanza in chiave turistica dell'Arena e dei numerosi altri monumenti. Per raccogliere fondi per lavori a una trentina di opere fra porte antiche, palazzi e statue, ha già proposto di far pagare un euro all'ingresso del Cortile della Casa di Giulietta, di introdurre la tassa di soggiorno, oltre che, di recente, di aggiungere mezzo euro al conto del ristorante. Come ricorda Di Dio a Galan l'Arena attrae mezzo milione di spettatori alle 50 opere liriche, più decine di migliaia per le 20 serate extralirica, più 40mila visitatori alla mostra dei presepi più 650mila visitatori. L'assessore illustra poi a Galan i restauri e la pulizia dei muri esterni già effettuati dal Comune e quelli in corso negli ultimi cinque arcovoli e nell'ala, che costano sette milioni 200mila euro, finanziati in parte dal Comune con fondi propri, in parte dalla Regione e da sponsor. Ora però sono prioritari la sigillatura delle gradinate e il totale rifacimento degli impianti tecnologici, «sia per conservare il monumento sia per renderlo sicuro e fruibile, vista la quantità abbondante di acque meteoriche che invadono arcovoli e gallerie interne». La Giunta ha già approvato il progetto per la sigillatura, che costerà due milioni 250mila euro, di cui 700mila già finanziati, per un primo lotto; manca quindi un milione 250mila euro. Il Comune fa poi presente al ministero che l'Amministrazione ha finanziato con 800mila euro un progetto per sistemare la grande fossa, i cunicoli interrati e la rete fognaria, in prospettiva di creare un museo sotterraneo. I nuovi impianti elettrici e di sicurezza costeranno invece nove milioni 950mila euro. In totale quindi servono 11 milioni 850mila euro. Di Dio si appella a Galan chiedendogli di esaminare «la situazione dell'Arena, complessa e delicata se si considera che i monumenti storici di Verona sono la fonte priamria delle entrate della città».