Se non un duello, certamente due angolature difformi nel convegno «Gestione integrata dei Beni culturali La politica del restauro». Ferrara, come detto, è protagonista. «La nostra è una città aperta e creativa - ha detto nel suo saluto introduttivo il sindaco Tiziano Tagliani -, in cui non si vive l'opera d'arte come un privilegio ma si cerca di costruire un sistema diffuso di cultura. Senza piangere ad ogni convegno chiedendo più soldi». L'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, afferma che «nessuna politica di sviluppo è possibile se questo settore è considerato marginale». Solo nella nostra provincia, ricorda il presidente della Camera di Commercio Carlo Alberto Roncarati, sono censite circa 800 imprese che fanno riferimento all'universo culturale. Quello stesso mondo che è chiamato alla "modernizzazione" targata Resca: «Sappiamo che le risorse sono poche - ha detto il ferrarese direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac - ma non siamo sufficientemente competitivi e il nostro popolo è quello che meno frequenta i siti della cultura. Serviva qualcuno che lanciasse la sfida: dobbiamo diventare un ministero di serie A, uscire dalla nicchia e investire in pubblicità, coinvolgere i privati, fare meritocrazia». Con una certezza, «la leadership italiana - ha sottolineato Resca - non è confutabile, tutto il mondo ci invidia il nostro patrimonio culturale». Sull'argomento risorse, Daverio dice la sua: «Nonostante quel che si racconti - sostiene lo storico dell'arte - la spesa complessiva in cultura rispetto al Pil è analoga a quella tedesca. I soldi non vanno buttati via, noi lo facciamo invece. Va ridata autorevolezza a chi ce l'ha, incentivare i percorsi di carriera per le persone valide». Senza gettare a mare quel che è stato, come ha fatto troppo spesso il nostro paese negli ultimi 150 anni: «Perché il passato, se ne si ha coscienza, è fondativo dell'identità nazionale. La verità è che l'Italia deve ancora essere creata e il ministero dei Beni Culturali - ha concluso Daverio rivolgendosi a Resca - è l'unica salvezza che abbiamo nei confronti del mio amico Umberto Bossi».