Monta anche il caso del portale chiaramontano del Trecento diventato un deposito di scatole all'interno dell'edificio Anche la soprintendenza di Agrigento si è espressa negativamente sulla destinazione ad uffici dell'antico convento del Carmine. Il soprintendente Pietro Meli, che peraltro è licatese, ha firmato mercoledì pomeriggio il parere negativo sulla sistemazione di uffici al Carmine. Il parere era stato chiesto proprio da Palazzo di città. Adesso la palla torna al comune di Licata, al sindaco Graci e ai dirigenti del dipartimento lavori pubblici che dovranno decidere come muoversi in merito. Intanto, sulla destinazione del Carmine ad uffici pubblici si esprime anche Calogero Carità, storico, già ispettore dei Beni culturali il quale ha un diavolo per capello dopo avere visto in che condizioni è l'artistico Chiostro. «Ci siamo imbattuti - dichiara Carità - in uno spettacolo che dovrebbe far vergognare l'amministrazione comunale, l'assessore ai beni culturali e quanti operano negli uffici dell'ex convento». Parole dure, ma Carità rincara la dose: «Entrando nel chiostro abbiamo subito notato che il vano retrostante le bifore trecentesche, tipiche della cultura chiaramontana ed unici elementi superstiti dell'antica aula capitolare del prestigioso convento, è stato adibito a deposito di cartoni e rottami di ogni tipo che creano un impatto davvero indecoroso a chi entra nel convento per visitare il chiostro cinquecentesco. Questo medesimo vano ospita quel crocefisso settecentesco, prima collocato all'ingresso dell'ambulacro del convento. Non solo ma una parte del chiostro è stata destinata anche a deposito di scrivanie, scaffali, elementi metallici di ogni tipo. Uno spettacolo davvero indecoroso che umilia questo importante monumento che l'ex assessore Francesco La Perna, aveva destinato ad accogliere la biblioteca comunale e l'archivio storico comunale nel grandissimo salone al primo piano». Per trasformare il Carmine in un grande centro di cultura tutto era pronto, quando l'ufficio ragioneria alla fine dell'estate del 2009 bloccò ogni cosa. «Questo degrado quella stessa mattina abbiamo denunciato all'assessore Mangiaracina presente in quella sede - dice oggi Calogero Carità - ci auguriamo in ogni caso che l'ispettore ai beni culturali, Francesco La Perna, che ha visto di persona questa incresciosa situazione, intervenga e faccia intervenire la soprintendenza di Agrigento perché si restituisca la dignità a questo monumento e richiami quanti del Comune debbano rispettare e far rispettare i nostri beni culturali garantendone l'integrità e il decoro, condizioni indispensabili per la loro valorizzazione». GIUSEPPE PATTI 01042011
SICILIA - L'ex convento Uffici al Carmine la soprintendenza Noi siamo contrari
Il comune di Licata sta discutendo della destinazione dell'antico convento del Carmine ad uffici pubblici. La soprintendenza di Agrigento ha espresso una negativa parola sulla sistemazione, affermando che il convento è un monumento storico e artistico che deve essere rispettato. Il storico Calogero Carità ha denunciato lo stato di degrado del convento, che è stato trasformato in un deposito di scatole e rottami. Il comune di Licata deve ora decidere come procedere. La soprintendenza di Agrigento ha chiesto all'ispettore ai beni culturali di intervenire e garantire l'integrità e il decoro del monumento.
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