Il centrosinistra lancia la sfida L'opposizione: sono illegali sia la proposta sia la seduta Ultima prova di forza in Consiglio regionale, da oggi riunito a oltranza per approvare la legge sul condono edilizio. Si comincia alle 15, dopo la seduta a vuoto di cinque giorni fa. La maggioranza di centrosinistra, in ordine sparso, torna alla carica, anche oltre il termine del 12 dicembre fissato dalla normativa nazionale. In palio la proposta di legge che fu presentata dall'assessore Marco Di Lello con l'obiettivo di stringere le maglie della sanatoria prevista dalla legge nazionale. Una seduta controversa sia sul piano politico che tecnico. Gli esperti sono divisi: c'è chi sostiene che la Campania è fuori tempo massimo e quindi deve applicare le norme nazionali. C'è chi dice che invece può ancora legiferare, a meno che non intervenga poi il governo ricorrendo contro la Regione. Nel bel mezzo la questione dei tanti che in questi giorni stanno presentando le domande sperando nell'applicazione del condono nazionale. Se la legge regionale verrà approvata e se il governo non presenterà ricorso, nel periodo di assenza della normativa quali regole verranno applicate? Il condono nazionale o le restrizioni regionali? Gli amministrativisti sono divisi. «Nell'ambito della stessa legge che vogliamo approvare ci saranno delle precise indicazioni sull'argomento - dice Di Lello -. Resta comunque la competenza nazionale nella parte penale, quella amministrativa alle regioni, come stabilito dalla Corte costituzionale». Drastico l'urbanista-amministrativista Guido D'Angelo: «Tante le parole al vento in questo momento. Sul 60 per cento del territorio regionale ci sono vincoli e quindi non è ammesso condono. Certi atteggiamenti possono accreditare una interpretazione errata della legge nazionale. Insomma, chi sta a Ischia o in Costiera non può aspirare a condoni. Nell'ipotesi per ora solo teorica che la legge regionale venga approvata e che il governo non si opponga - argomenta D'Angelo - un qualsiasi cittadino che si dovesse vedere negato il condono potrebbe ricorrere al Tar. Allora, il giudice amministrativo non potrebbe fare altro che sospendere il provvedimento in attesa che la Corte costituzionale si pronunci sulla presunta incostituzionalità e sulla disparità di trattamento. Poiché le altre Regioni hanno approvato la loro legge entro i termini, a questo punto si aprirebbe uno scenario imprevedibile». La Campania, insieme con Abruzzo e Calabria, non è riuscita ad approvare la legge entro il 12 novembre, nonostante, a partire dal settembre 2003, sia stata capofila della battaglia contro il condono nazionale. Per il presidente Antonio Bassolino e una fetta consistente della maggioranza, Verdi, Rifondazione, Comunisti in testa, si tratta di una scommessa che non si può perdere. Altrettanto agguerrita la Casa delle Libertà: «È una seduta illegittima per una proposta inammissibile». Il Polo illustrerà oggi alle 11,30, nella sala delle conferenze del Consiglio, le proprie posizioni. An, Fi e Udc metteranno in atto tutte le forme di ostruzionismo possibile. L'assessore Di Lello spera invece «che all'Aula venga restituita l'agibilità istituzionale. Atrimenti la Cdl si assumerà le responsabilità».
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Il Consiglio regionale della Campania si riunirà oggi per approvare la legge sul condono edilizio, una proposta di legge che il centrosinistra ha presentato per stringere le maglie della sanatoria prevista dalla legge nazionale. La maggioranza di centrosinistra, in ordine sparso, torna alla carica, anche oltre il termine del 12 dicembre fissato dalla normativa nazionale. Gli esperti sono divisi sulla questione, con alcuni che sostengono che la Campania è fuori tempo massimo e quindi deve applicare le norme nazionali, mentre altri dicono che può ancora legiferare, a meno che non intervenga poi il governo ricorrendo contro la Regione.
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