Scoperchiato ieri il monumento funebre ritrovato in una necropoli della tribù sabatina di 2000 anni fa Dal fango sono spuntati una ampolla di vetro e una brocca in terracotta SI chiamava Marcus Beleius, figlio di Caius, ed era di origine celtica, di una tribù sabatina originaria del mantovano, il cittadino bolognese, antico di 2000 anni, i cui resti sono custoditi in un sarcofago emerso recentemente da uno scavo nella periferia nord della città. Il ritrovamento è eccezionale, uno di quelli che ripagano da fatiche e delusioni, ed è dovuto allintuito di Renata Curina, archeologa della Soprintendenza. Scoperta straordinaria perché, fatto raro, il sarcofago giaceva integro in una piccola necropoli che include altre tumulazioni ma spogliate in passato. Ieri pomeriggio sotto il portico del Pavaglione, allingresso del Museo archeologico, il pesante coperchio del sarcofago dopo due millenni è stato sollevato mostrando il contenuto, ancora in parte misterioso perchè coperto da uno strato di fango, penetrato dalle fessure. Una sorpresa ha però emozionato il pubblico formato da una piccola folla di curiosi e archeologi, salutati sul finale dal commissario Anna Maria Cancellieri: in quella massa informe galleggiavano una piccola anfora di terracotta e un unguentario. Il resto lo si scoprirà fra qualche settimana quando ci saranno i primi risultati del micro scavo che si compirà, ancora davanti al pubblico, negli spazi del Museo diretto da Paola Giovetti, grazie ad un accordo con la Soprintendenza. Il nome inciso sul bordo del coperchio, in una chiara e bella epigrafe, dice molto al soprintendente Filippo Maria Gambari. «La tribù sabatina in seguito alle guerre civili si sposta dal mantovano e arriva in questa zona - commenta - . Marcus e il padre Caius, appartengono a quella aristocrazia municipale che vanno ad occupare ruoli importanti, che conquista terreni per meriti politici nelle lotte triumvirarie. Non sono di discendenza italica o etrusca ma acquisiscono la cittadinanza romana in territorio mantovano». Nonostante le dimensioni siano imponenti (simbolicamente ad indicare uno status di benevolenza municipale), il sarcofago potrebbe contenere solo lurna cineraria e un corredo con oggetti ispirati al banchetto, non armi ma il coltello del pater familias, e forse elementi organici e resti di abiti da lui indossati. «Il corredo dovrebbe essere standardizzato - ha commentato Curina - . Ma lemozione è tanta perchè dagli anni '80 non si trovava un sarcofago, e così integro. Siamo curiosi di vedere cosa si troverà allinterno ma nuovi indizi ci arrivano anche dalla posizione dello scavo che aggiunge cose nuove sulla modalità insediativa in epoca tardo repubblicana. Lo scavo programmato eseguito con fondi ministeriali ha evidenziato una piccola necropoli ed un insediamento edilizio residenziale». Infine il soprintendente Gambari lancia un appello: «Mi piacerebbe che questo antichissimo cittadino fosse adottato da Bologna, magari mettendolo al centro delle celebrazioni per i 2200 anni della fondazione della colonia di Bononia. Questo ritrovamento serve anche a ricordare come gli archeologi non siano solo dei conservatori ma abbiano competenze professionali che il tritacarne della burocrazia della pubblica amministrazione non permette di valorizzare».
BOLOGNA - La riesumazione di Marcus Beleius, nobile celtico bolognese
Ieri è stato scoperto un sarcofago emerso da uno scavo nella periferia nord di Bologna. Il sarcofago, di origine celtica, appartiene a Marcus Beleius, figlio di Caius, e risale a circa 2000 anni fa. Il ritrovamento è eccezionale perché il sarcofago era integro in una piccola necropoli che include altre tumulazioni ma spogliate in passato. I resti del cittadino sono custoditi in un sarcofago emerso recentemente da uno scavo nella periferia nord della città. Il nome inciso sul bordo del coperchio dice molto al soprintendente Filippo Maria Gambari.
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