ovvero, va direttamente dai pannelli alle utenze di case, aziende e uffici senza subire le pesanti perdite dovute al trasporto dellelettricità per grandi distanze come avviene, invece, per gli impianti solari costruiti su terreno. Per darci energia utile, infatti, un impianto fotovoltaico deve trasformare la corrente elettrica continua generata dai pannelli in corrente alternata. Questa semplice inversione la fa una macchina elettronica molto efficiente con perdite minime (minori del 3) presente in ogni impianto, inclusi quelli domestici. Nel caso delle centrali fotovoltaiche, invece, a queste piccole perdite si aggiungono quelle per trasformare la corrente alternata dalla bassa alla media tensione con una o più cabine di trasformazione; quelle per limmissione in rete della corrente in media tensione, quelle del trasporto per svariati chilometri su linea aerea o in cavo; quelle di ri-trasformazione dalla media alla bassa tensione; e quindi, ancora, dellimmissione nella rete urbana in bassa tensione che serve le utenze di casa nostra. Il totale delle perdite - la differenza fra lenergia generata in centrale in bassa tensione a quella che effettivamente entra nelle case (sempre in bassa tensione) - supera il 30. Ed ecco perché il legislatore dovrebbe semplicemente azzerare gli incentivi ai campi fotovoltaici, mantenendo invece quelli per gli impianti sui tetti in quanto, se si genera direttamente sul sito di utilizzo non cè bisogno né di trasformare, né di trasportare e questo significa non perdere circa il 30 dellenergia. Dove sono infatti le nostre necessità di energia elettrica? Ovviamente, sotto i tetti degli edifici nei quali viviamo e lavoriamo. Il costo del tetto è zero, perché è già stato sostenuto a suo tempo esattamente come nullo è il costo dellimpianto elettrico che convoglierà lelettricità dal tetto: perché limpianto è già esistente ed il suo costo è già stato sostenuto. Chi autorizza, infine, la costruzione dellimpianto sul mio tetto (se casa nostra non sorge in unaerea sottoposta a vincolo paesaggistico o ambientale)? Nessuno. Limpianto si realizza con una semplice dichiarazione di inizio delle attività fatta al Comune; proprio come una semplice ristrutturazione edilizia. Il fotovoltaico sui tetti, quindi, realizza tutte e 3 le condizioni ideali, sia negli aspetti tecnici che economici e autorizzativi. In Italia esistono circa 15.000 kmq (chilometri quadrati) di tetti. Ovvero circa 27 metri quadri per abitante. Una superficie che già esiste, non ha un costo ed è pronta ad ospitare i pannelli contribuendo in modo decisivo al risanamento economico e ambientale del Paese. Ci basterà utilizzare solo il 10 di questa superficie per produrre energia elettrica pulita per oltre 22 terawattora allanno, pari a poco meno del 10 del fabbisogno elettrico nazionale. Direttore del Polo Fotovoltaico della Sicilia