La Regione approva la legge sulla sanatoria edilizia. Respinta la «linea» dettata dal governo Berlusconi. Imposti forti limiti alle costruzioni abusive NAPOLI -- Niente perdono per il cemento nel verde della collina di Posillipo, per le casupole che spuntano come funghi in costiera amalfitana, tra le strade di lava intorno al Vesuvio, nelle isole del golfo, nel labirinto dei vicoli del centro storico. O almeno niente condono. Il governo regionale della Campania ha infatti approvato la legge regionale che pone paletti e «staccionate» sulla legge nazionale per la sanatoria degli abusi. Un voto positivo arrivato nella tarda notte di martedì ormai a tempo scaduto: il 12 novembre era il termine fissato a livello nazionale per l'emanazione delle leggi regionali sul condono. La scorsa settimana varie sedute del Consiglio erano andate a vuoto per l'ostruzionismo del centrodestra, contrario al provvedimento, e la difficoltà della maggioranza a trovare un accordo tra le richieste della Margherita - alzare a 250 metri cubi il tetto del volume abusivo condonabile - e quelle del Pdci, che si è astenuto: «Si poteva fare certamente di più - afferma Francesco Maranta dei Comunisti italiani - anche se la legge riesce quantomeno ad immettere un criterio in linea con le norme urbanistiche a tutela del territorio». La normativa esclude la sanatoria sulle opere realizzate su aree del demanio pubblico, sulle quelle realizzate nei comuni della zona rossa del Vesuvio ed aventi destinazione residenziale, sulle opere eseguite su aree e immobili con vincoli storici, paesaggistici e ambientali. Soprattutto non sono sanabili le nuove costruzioni. Viceversa sono condonabili le opere che hanno comportato un ampliamento dai 75 metri cubi ai 250 metri cubi e gli ampliamenti dei manufatti già oggetto di precedenti condoni. «Si tratta di una legge rigorosa - afferma Antonio Bassolino - che limita gli effetti negativi del condono nazionale. Sembrava molto difficile, quasi impossibile, ma ce l'abbiamo fatta». Dall'aumento delle oblazioni di più del 10 per cento e dal raddoppio degli oneri concessori, la Campania stima di incassare 100 milioni di euro che saranno ripartiti tra i Comuni per interventi di riqualificazione nelle aree degradate e il nuovo fondo regionale per gli abbattimenti. Grande soddisfazione per l'approvazione della legge anche in ambito nazionale: «Ho comunicato la decisione del Consiglio regionale campano a tutti i miei colleghi della delegazione italiana - afferma Ottaviano Del Turco presidente della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo. La notizia è stata salutata con grande soddisfazione perché segna un punto a favore di tutte le forze che si battono per lo sviluppo del Mezzogiorno». Stessi toni entusiasti da Legambiente Campania «E' un segnale per la legalità e la sicurezza del territorio ma soprattutto una spallata forte agli abusivi e tutti coloro che hanno interessi dietro il cemento selvaggio», e dai Verdi che con il presidente campano Alberto Patruno sottolineano come l'amministrazione locale sia riuscita ad arginare gli effetti devastanti che potevano derivare dalla legge nazionale. Di segno opposto le reazione nella Casa delle Libertà: per Giovanni Smimmero, capogruppo dell'Udc per l'Europa presso il consiglio regionale della Campania, l'approvazione della legge sul condono edilizio è «una vittoria di Pirro, in aperta violazione rispetto al limite imposto dalla normativa nazionale, con un accanimento e un'ostinazione davvero rari», mentre An minaccia un referendum abrogativo e sollecita i comuni della regione al ricorso alla legge nazionale.