Esposte a Palazzo Buonamici e alla Lazzerini 25 opere del Pecci «La città perde pezzi, la banca, il fatturato, i posti di lavoro. Ma bisogna continuare a credere nel Pecci». E' una specie di appello al sindaco Cenni quello lanciato da Edoardo Nesi, scrittore, e assessore provinciale alla cultura, ieri mattina in occasione della presentazione dei "Regali", ovvero le 25 opere della Collezione permanente del museo, allestite in palazzo Banci Buonamici e nella biblioteca Lazzerini da domani alle 18. «Non capita spesso di avere la possibilità di ammirare in contesti diversi da un museo o di una galleria, opere d'arte di così straordinaria e particolare qualità, tra l'altro patrimonio di tutta la nostra città. Un vero e proprio regalo destinato a Prato e a tutti noi, reso possibile solo grazie alla passione e all'impegno del presidente Valdemaro Beccaglia - continua l'assessore provinciale - La sua incessante attività ha consentito l'affermazione del Centro Pecci come eccellenza nel panorama dell'arte contemporanea, un dono prezioso per Prato come le opere raccolte dal museo in questi anni, oggi fruibili in spazi insoliti come il palazzo della Provincia e la biblioteca Lazzerini». E ancora Nesi, stavolta nella veste di uno dei 70 soci fondatori del Pecci, ricorda come Beccaglia, «tra l'altro senza prendere una lira e "rubando" tempo al lavoro e alla famiglia», sia riuscito a indirizzare il museo verso la qualità, raggiungendo livelli di eccellenza, che verranno consolidati dal raddoppio della struttura che verrà inaugurato a metà 2012. Sullo stesso tono, la collega del Comune, Anna Beltrame: «Prato deve voler bene a questo museo. Del resto grazie a queste iniziative Prato si sta riavvicinando al Pecci, perché porta i suoi capolavori nel cuore della città». Anche Beltrame ha chiuso con un ringraziamento al presidente Beccaglia, che è riuscito a risanare i conti «salvando il Pecci dalla bancarotta». A seguire l'intervento di Beccaglia, con un breve excursus dal 2005 ad oggi, dapprima per evitare il fallimento e la chiusura, a cui è seguita la realizzazione del progetto di rilancio a scadenza 2013, anticipato all'anno prossimo, ma che ha già visto il successo di Pecci Milano. Poi hanno parlato i tecnici: Franco Neri, direttore della Lazzerini, «arricchita dalle opere», il collega direttore del Pecci Marco Bazzini («sono in programma altre iniziative in città») e il curatore della mostra Stefano Pezzato, che ha illustrato il percorso espositivo. Eccolo in sintesi. A palazzo Banci Buonamici. Si comincia dall'ingresso con la scultura di Mimmo Paladino e i lavori della svizzera Sylvie Fleury e dell'anglo-iraniana Shirazeh Houshiary. Nella sala del gonfalone, il monumentale dipinto di Julian Schnabel e nell'anticamera la foto di Massimo Vitali, mentre nelle stanze dell'assessore Nesi, la foto della giovane russa Anastasia Khoroshilova, l'elaborazione fotografica del sommergibile di Panamarenko e l'opera di Hermann Nitsch. In fondo al grande corridoio il "quadro specchiante" con l'uomo nudo di Michelangelo Pistoletto, l'installazione del pratese Massimo Barzagli, donata al Pecci dallo stesso Beccaglia. In sala giunta due foto dell'indiano Raghubir Singh e nell'ingresso la fiorentina Lucia Marcucci, mentre in sala consiliare c'è l'installazione della fiorentina Daniela De Lorenzo. Biblioteca Lazzerini. Si comincia nella sala d'ingresso con l'installazione di Mario Dellavedova, nella galleria i ritratti di Nobuyoshi Araki, dedicati alla gente di Prato e la ricerca del carmignanese Alberto Moretti. Nella biblioteca si trovano l'installazione della russa Svetlana Kopystiansky, la vetrina del gruppo Medical Hermeneutics e la foto del francese Georges Rousse. All'esterno le quattro opere già presenti dal 2010: i francesi Anne e Patrick Poirier, l'iraniano Bizhan Bassiri, il toscano Roberto Barni e l'americana Barbara Kruger.