Entra la catena americana Marriott, l'albergo lucchese sogna La famiglia Marcucci vuole farlo diventare un punto di riferimento del turismo internazionale LUCCA. Finora si sono visti Tina Turner, i Kennedy, Spike Lee, durante le riprese del film "Miracolo a S. Anna", sui neri mandati a combattere lungo la Linea gotica. Nel giro di tre anni, però, la famiglia Marcucci e il nuovo socio americano, la società Shaner, leader nel settore alberghiero di lusso, contano di portare molti più vip al Ciocco, che inizia oggi il percorso per affiliarsi, entro dicembre, a Marriott International. Con un investimento iniziale di 10 milioni di euro, il resort della Mediavalle diventerà un albergo a 5 stelle, punto di riferimento in Toscana per il turismo internazionale. In realtà, il Ciocco - parco di 2mila ettari nel territorio di Barga, il luogo di Giovanni Pascoli, a pochi chilometri da Lucca - diventerà molto di più di un albergo extralusso con il marchio Renaissance Marriott, il primo in Toscana e il secondo in Italia, dopo l'hotel Mediterraneo di Napoli. Diventerà (secondo i progetti della società Shaner Ciocco) un modello nuovo di turismo, grazie alla trasformazione dei "metati" - i magazzini in pietra delle castagne - in un centinaio di case vacanze eco-compatibili, con impianti alimentati a biomasse, la legna raccolta nel bosco. In questo caso il progetto è a più lunga scadenza: se gli interventi sull'albergo (che non chiuderà) dovrebbero essere ultimati nel giro di un anno e mezzo, il recupero dei primi metati (massimo 9, per 24 appartamenti) richiederà probabilmente un quinquennio. Poi ci vorranno altri anni per trasformare i vecchi casolari più in alto, con vista mozzafiato sulle Apuane, e arrivare, complessivamente, a un centinaio di abitazioni per vacanzieri (soprattutto stranieri) con la passione per la natura a portata d'arte. Infatti, se l'operazione avrà il successo che gli investitori americani ipotizzano, sarà solo il punto di partenza per investimenti ancora più sostanziosi in tutta la regione. Lo conferma il general manager del resort Il Ciocco, Georges Midleje: «Shaner Ciocco punta sulla Toscana e non esclude altri investimenti nella regione. Il Ciocco, quindi, sarà una sorta di modello virtuoso per tutto il gruppo». Del resto, non sarebbe la prima volta che nell'ultimo mezzo secolo il Ciocco segna il cambiamento nel settore del turismo e del tempo libero. La famiglia Marcucci - proprietaria di aziende farmaceutiche - si inventa questo complesso in Mediavalle a fine anni Cinquanta. Progressivamente lo dota di tutte quelle strutture e impianti - spa, discoteca, scuderie, campi di equitazione, calcio, tennis, piscine, centro congressi e auditorium da 1000 posti - che oggi lo rendono appetibile per la società Shaner, gestore (negli Stati Uniti) di 32 hotel con il marchio Marriot e altri con il marchio Intercontinental e Hilton. Negli anni Ottanta, poi, il Ciocco conosce un altro momento di gloria, grazie a Videomusic, il primo canale di videomusicali ideato da Marialina Marcucci, già vicepresidente della Regione Toscana, quando ancora Mtv non era neppure all'orizzonte. Oggi, di nuovo, un cambiamento epocale. L'albergo a 4 stelle, da circa 200 camere, insieme ai fabbricati concentrati in un'area di 600 ettari, si rilancia. Con i lavori necessari ad allineare il complesso alberghiero agli standard della catena Marriott, diventerà un polo di attrazione per tutta la regione e non solo per la Lucchesia. Questa operazione - osserva Andrea Barbuti, il manager del Ciocco che ha seguito la trattativa con Marriot - dimostra che «le grandi catene internazionali tornano a interessarsi alla Toscana, ancora ai primi posti delle classifiche mondiali di richiamo turistico». Interessate a investire in strutture che possano offrire almeno 100 posti letto. Il Ciocco ne ha anche di più, considerando non solo l'hotel principale oggi a 4 stelle, ma anche quello più in alto a tre stelle. Ha un valore aggiunto che è quello di essere inserito in un parco di bellezze «paesaggistiche incontaminate nel cuore della Valle del Serchio»: un aspetto importante per il turista americano e, più in generale, straniero. Non a caso, gli interventi di recupero dei metati verranno effettuati privilegiando materiali naturali, dalla pietra al legno. Non a caso, Andrea Marcucci, ex sottosegretario alla Cultura e oggi senatore Pd, sottolinea: «La nostra famiglia (che resta proprietaria del complesso, ndr) compie un'operazione che guarda al futuro. Da una parte c'è il marchio Marriott, dall'altra un intervento sul patrimonio del parco che avrà i caratteri dell'innovazione e della sostenibilità, temi che nel prossimo decennio dovranno caratterizzare la Toscana e rafforzare il suo primato come luogo del buon vivere».