«Ben vengano contributi finanziari da privati ed enti per il restauro del dipinto del Vasari». Lo ha detto Alba Macripò, responsabile del patrimonio artistico pisano per la soprintendenza. Abbiamo interpellato la soprintendenza, dopo che mons. Aldo Armani ha lanciato una raccolta pubblica di fondi per il restauro della grande pala di altare del Vasari, che si trova nella chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, un dipinto aggredito da muffa ed aloni di umidità. La soprintendenza, una volta letto l'allarme lanciato dal nostro giornale, si è attivata subito con più sopralluoghi e ieri è stata la volta del soprintendente Agostino Bureca. Monsignor Armani è molto contento di questo interessamento, anche perché la soprintendenza, dal sopralluogo, è passata ai fatti e già nei prossimi giorni verrà rimossa la pala e messa in sicurezza. «Sarà un'operazione col carattere dell'urgenza - dice Macripò - ma che deve essere fatta con tutte le cautele previste, considerando anche il peso e l'importanza dell'opera». Le spese per l'operazione di rimozione del dipinto verranno affrontate tutte dalla soprintendenza, ma per il restauro sono ben viste contribuzioni da enti pubblici e privati. Mons. Armani è contattabile per eventuali donazioni, tutti i giorni alle 9.30, nella chiesa di Santo Stefano. Come ha ricordato anche Mauro Del Corso, non si possono chiedere finanziamenti per salvare l'arte sempre e solo alla Fondazione Cassa di Pisa: del devono farsi avanti anche altri soggetti, comprese associazioni di categoria come Confesercenti, Confcommercio, Unione industriale, Camera di Commercio, o le tante banche ed imprese del territorio.