Matrimonio tra Google, il suo celebre servizio Street View e il grande patrimonio archeologico di Roma. La notizia è di ieri, ed è l'accordo tra il ministero per i Beni culturali e il colosso mondiale della Silicon Valley, fondato nel 1998 dagli allora studenti-geniacci Larry Page e Sergey Brin. Il servizio integrato in Google Maps, che consente di navigare 360 gradi per le strade del mondo, apre da poche ore anche la possibilità di attraversare o inerpicarsi tra le pietre millenarie della Città Eterna, con un semplice clic di mouse. Sono stati infatti resi accessibili al gigante dell'informatica i Fori Imperiali, Colosseo, Appia Antica, Terme di Diocleziano, Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli e area archeologica di Gabii (in Italia, Scavi di Ercolano, Venaria Reale, centro di Firenze e Capodimonte). Detta così, pare cosa semplice: ma la visione supertecnologica da Terzo Millennio, tutto sommato facilmente realizzabile in strade percorribili con mezzi a motore, diventa impresa non da poco in luoghi inaccessibili alle auto e di assai complessa struttura Il risultato? Si ottiene grazie al Google-trike, speciale trabiccolo che somiglia a una vetturetta da gelatai d'altri tempi, ed è invece un triciclo dotato di apparecchiature informatiche e fotografiche. Sofisticatissimo sì, ma a tre ruote con marce, tipo Mountain Bike, e pur sempre da condurre a pedagna (su è giù per il Colosseo, per dire una)! Mister Triker, il pedalatore ufficiale di Google in Italia, si chiama Andrea Miranda. Selezionato, spiegano in casa Google, anche in base alle sue capacità di resistenza: fisica.