Castel Sant'Angelo si tinge di blu e giallo, i colori dell'Europa. Ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l'assessore all'Ambiente, Marco Visconti, hanno presentato il bando di 7 milioni di euro, di fondi europei, per il rilancio e il recupero dell'area. L'appalto, che scade il prossimo 8 giugno, prevede l'intervento di un privato, secondo il modello del project financing. In altri termini, l'investitore che deciderà di farsi carico dei lavori di restaurazione e manutenzione per 30 anni, potrà disporre, durante lo stesso periodo, di alcune delle aree indicate dal bando a fini commerciali, culturali e ricreativi. Nello specifico il privato dovrà risistemare, tra le altre cose, i giardini e la passeggiata di Castel Sant'Angelo. «Questo bando», ha dichiarato il sindaco, «vuole essere il prototipo per altre operazioni di riqualificazioni di ville romane con fondi privati». Intanto dal ministero dei Beni Culturali il sottosegretario Francesco Giro (PdL), ha fatto sapere che nei prossimi giorni verrà convocato un tavolo tecnico «per una attenta analisi di tutti i profili del progetto di valorizzazione dell'area monumentale di Castel Sant'Angelo». La scelta di usare il modello del project financing per l'area di Castel Sant'Angelo non è però piaciuta ai comunisti. Giovanni Barbera, esponente del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII municipio è stato perentorio: «Siamo veramente alla frutta. Alemanno regala ai soggetti privati parte del nostro patrimonio monumentale e artistico. Non si capisce però quali siano queste imprecisate attività commerciali, culturali e ricreative. Altro che sacco di Roma!». Non tarda ad arrivare la risposta del PdL. Francesco De Micheli, vicepresidente della commissione Ambiente, rinfresca la mente a Barbera: «La sinistra che guida il XVII Municipio ha espresso un parere favorevole al progetto di rinnovo con l'ausilio di privati. Siamo stanchi dei continui strepiti di una sinistra capace solo di dire no».