Il sindaco Rodolfo Pardini assicura: è tutto regolare, abbiamo soltanto accolto il piano della proprietà Sbragia (Rinnovamento) nutre dubbi sull'accorpamento di dieci ettari di terreno D.B. VECCHIANO. Le polemiche su Ikea si sono ormai spostate sulla scelta dell'area dove potrebbe sorgere lo store del mobile. Mentre la lista "Tradizione e futuro" ha scritto al presidente Rossi per invitarlo ad andare avanti sull'ipotesi dell'Ovaio, Glauco Sbragia di "Rinnovamento" chiede chiarezza sul lotto che il Comune ha individuato nell'area industriale di via Traversagna. Il lotto, indicato con il numero 2 nel nuovo regolamento urbanistico, è frutto di un accorpamento di altri cinque per un totale di 10 ettari. Terreni di proprietà di una società fiorentina che nel 2005 chiese al Comune, attraverso una immobiliare, la possibilità di edificarci dei capannoni. «Non capisco - spiega Sbragia - come mai a tale richiesta, dopo un travagliatissimo percorso, è stata emessa dal Comune una "comunicazione di diniego" nel novembre scorso. Quando poi un mese dopo viene adottato il regolamento urbanistico che fonde quei comparti e li trasforma, stranamente, in un unico. Se così stanno le cose - conclude il consigliere comunale di "Rinnovamento" - non comprendiamo perché l'amministrazione comunale non abbia agevolato a suo tempo l'approvazione di un piano attuativo che avrebbe portato fabbriche e lavoro in un momento di estrema crisi economica come l'attuale. Adesso cosa sarebbe cambiato per una tale inversione di marcia?». Immediata la replica del sindaco Pardini. «Il progetto che ci è stato presentato nel 2005 non rispettave alcune normative - spiega il primo cittadino -. Abbiamo chiesto più volte alla proprietà un suo adeguamento senza avere risposte. Ma l'idea di accorpare i vari lotti in un unico è stata accolta dal nuovo strumento urbanistico proprio per offrire un'area idonea per eventuali insediamenti commerciali come Ikea».