Tra le vittime dei "volumi zero" quei terreni oggetto di una vecchia intesa con il Comune Alla Regione: non valutate solo la distanza tra le strutture ma anche la densità abitativa La guerra tra Renzi e le Ferrovie si trasferisce in tribunale. Mentre il sindaco tiene ancora sulle corde lad delle Ferrovie Moretti rifiutandosi di dare lok al progetto del tunnel e della stazione sotterranea ai Macelli - i cui lavori continuano peraltro silenziosamente ad andare avanti - le Ferrovie si giocano il carico da novanta e impugnano di fronte al Tar il Piano strutturale di Palazzo Vecchio. Perché tra le vittime dei «volumi zero» voluti da Renzi ci sono anche le migliaia di metri quadri di terreni lungo le aree ferroviarie cittadine tra il Campo di Marte, il Romito e viale Belfiore su cui in base ad un accordo firmato nel 2008 le Ferrovie avrebbero potuto costruire case. Nel Piano strutturale il protocollo dintesa del 2008 (lo firmarono Regione, Provincia, Ferrovie e Comune, il sindaco era Domenici) è completamente ignorato, osservano le Ferrovie. Che hanno ceduto gratuitamente al Comune larea su cui sta sorgendo il Parco della Musica alla Leopolda in cambio della garanzia di poter costruire lungo i binari (oltre 100 mila metri quadri di terreni edificabili erano loggetto dellaccordo) e ancora oggi, da 3 anni, stringono in mano un pugno di mosche. Palazzo Vecchio non ha mai fatto varianti ad hoc né concesso licenze alle Ferrovie. E ora col Piano strutturale conferma la linea: non un cenno alle case lungo i binari nel documento urbanistico adottato dal consiglio comunale a dicembre. Le Ferrovie ritengono «illegittimo» il Piano di Renzi, reo di ignorare laccordo del 2008 e di violare laffidamento che il gruppo Fs ha avuto in base a quel protocollo, «con riferimento agli impegni economici assunti per le opere compensative previste per il progetto Tav», si legge nel ricorso. Non solo: per le Ferrovie il Piano è «illegittimo» anche in quanto «totalmente carente di motivazione in ordine allaffermazione delle riscontrate criticità nel posizionamento della stazione Tav ai Macelli». Di più: i legali delle Ferrovie riscontrano anche vizi di illogicità, disparità di trattamento e eccesso di potere nei loro confronti. Il ricorso delle Ferrovie è contenuto nel dossier delle osservazioni di privati, associazioni, aziende e società al Piano strutturale. Oltre 350 faldoni di richieste, proposte e critiche arrivati agli uffici urbanistici di via Andrea del Castagno in attesa di esser valutati in sede tecnica oltre che dalla commissione urbanistica guidata da Titta Meucci, Pd, in odore di diventare assessore quando (e se) Renzi lascerà linterim che mantiene dallinizio del mandato. Confindustria chiede che la circonvallazione Rovezzano-Castello diventi una previsione di Piano. Non solo: vuole una nuova strada per i trasporti eccezionali del Nuovo Pignone. E chiede che nellattuale teatro comunale di Corso Italia il Comune consideri lipotesi di fare un auditorium da 2.000 posti. Le Poste chiedono il cambio di destinazione da pubblico a commerciale e direzionale per gli edifici di via del Mezzetta, via della Casella e via Gemignani. LUniversità chiede lallungamento della linea 2 del tram da Peretola al polo scientifico di Sesto. La Soprintendenza esprime forti perplessità sul passaggio del tram sotto il centro previsto dal Piano e stronca i parcheggi interrati sotto piazza DAzeglio, Brunelleschi, Indipendenza. LAsl contesta lindividuazione dellarea di San Donnino per accogliere volumi «in trasferimento» secondo il principio dei crediti edilizi: lì si deve sviluppare laeroporto di Peretola, osserva. LArci di via Chiantigiana chiede strutture pubbliche accanto al museo Gino Bartali. Un privato propone al Comune di inserire nellelenco delle aree per i parcheggi pertinenziali anche il piazzale Donatello sotto il cimitero degli inglesi. La parrocchia dei Santi Giuseppe e Lucia al Galluzzo chiede di poter ampliare i propri locali. La società proprietaria della Manifattura Tabacchi chiede che la previsione ad uffici sullarea passi da 6 a 15 mila metri quadri.
FIRENZE - Le Ferrovie impugnano il piano strutturale. Ricorso al Tar: cancellata la possibilità di costruire nelle aree lungo i binari
Il Comune di Firenze ha adottato il Piano strutturale di Palazzo Vecchio, che ignora l'accordo del 2008 tra Regione, Provincia, Ferrovie e Comune per la costruzione di case lungo le aree ferroviarie cittadine. Le Ferrovie hanno impugnato il Piano, affermando che il protocollo del 2008 è stato ignorato e che il Piano viola l'affidamento assunto per le opere compensative previste per il progetto Tav. Le Ferrovie hanno anche denunciato vizi di illogicità, disparità di trattamento e eccesso di potere nei confronti di loro. Il ricorso è contenuto nel dossier delle osservazioni di privati, associazioni, aziende e società al Piano strutturale.
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