Hanno presentato in pompa magna il bando di gara per Castel SantAngelo, il sindaco Alemanno e il neo-assessore allAmbiente Marco Visconti. Un project financing da 7 milioni che prevede di affidare ai privati la riqualificazione e la manutenzione dellantica fortezza in cambio di una concessione trentennale per attività culturali e ricreative. Peccato che nessuno, né la soprintendenza comunale né quelle statali che pure hanno la competenza sul monumento, ne sapessero nulla. Tantè che, trascorse poche ore, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha vergato una nota al vetriolo per annunciare la convocazione di un tavolo tecnico per «una attenta analisi di tutti i profili del progetto, presentato dal Comune di Roma, per valutarne lidoneità e la coerenza con il Codice Urbani dei Beni culturali e del paesaggio». Una vistosa correzione di rotta che di fatto avvia su un binario morto lambizioso disegno del Campidoglio. Eppure Alemanno e Visconti erano partiti a razzo. Illustrando le meraviglie di un bando che sarebbe scaduto l8 giugno e avrebbe consentito di restaurare i giardini e i locali esistenti, utilizzandoli poi per convegni, mostre, punti ristoro e manifestazioni. «Tutto ciò che verrà realizzato, comprese le attività commerciali, dovrà essere di altissimo livello e, per esempio, se McDonalds ci chiedesse di aprire diremmo di no», aveva assicurato il titolare allAmbiente. Spiegando come nellarea di Castel SantAngelo, a dispetto dei vincoli archeologici, sarebbe sorta una sala polifunzionale da 120 posti, una per attività ricreative dove ricavare ristoranti, una per le conferenze e unaltra per attività culturali. «Possiamo utilizzare nuovi spazi per aprirli al pubblico completando lopera di recupero iniziata nel 2009 - aveva esultato Alemanno -. Entro Natale potrà essere nominato il vincitore ma solo nel caso in cui le offerte saranno idonee, perché bisogna far coincidere il progetto architettonico con quello culturale». Un esperimento che avrebbe dovuto rappresentare «un prototipo per le altre ville storiche, nelle quali esistono locali che possono essere riqualificati e destinati al pubblico», aveva aggiunto il sindaco. Incurante della polemica assenza della presidente del XVII municipio, Antonella De Giusti, contraria allappalto della fortezza ai privati e critica sulla «mancanza di condivisione, mentre sugli spazi culturali serve una discussione. Ben venga la riqualificazione, ma si faccia prima chiarezza sullinteresse pubblico». Caustico lex assessore alla Cultura Umberto Croppi: «Hanno predisposto un bando europeo senza nemmeno fare le verifiche di competenza, che in quellarea è statale, mostrando un dilettantismo assoluto». (l. s.)