Lusso. Louis Vuitton rilancia in Italia con progetti culturali a Venezia Annunciato il restauro del padiglione Venezia e l'apertura di una maison dietro piazza San Marco Se c'è una cosa che colpisce di Louis Vuitton è la chiarezza e la coerenza delle scelte. Che si tratti di strategie commerciali o di progetti culturali. La sponsorizzazione che verrà annunciata oggi a Venezia ne è l'ennesima prova: la maison francese sosterrà il restauro del padiglione Venezia della Biennale, in un progetto coordinato dal Comune e realizzato in partnership con Arzanà Navi, cantiere specializzato in imbarcazioni di lusso e Fondaco, l'impresa che materialmente compirà il restauro. Il padiglione, costruito nel 1932 ma da anni gravemente danneggiato all'interno e all'esterno, verrà riconsegnato alla città (e al mondo) in occasione della prossima Biennale d'arte (4 giugno-27 novembre). «Restituire qualcosa alle città e ai territori che ospitano la nostra presenza commerciale, dandoci spesso grandissime soddisfazioni, come nel caso di Venezia, del Veneto, dell'Italia tutta, è parte integrante di come vediamo il nostro lavoro, il marchio, l'azienda - spiega Pietro Beccari, vicepresidente Louis Vuitton -. Il restauro architettonico del padiglione Venezia è il nuovo passo di un percorso iniziato lo scorso anno, quando abbiamo annunciato il restauro della Pala gotica d'argento dorato della Chiesa di San Salvador, sempre qui a Venezia, e con l'intervento di ripristino della monumentalità del recinto delle Arche Scaligere a Verona.» Un circolo virtuoso, quello tra arte, Venezia e Vuitton: il restauro del padiglione sarà anche l'occasione per esporre, durante la Biennale, l'opera "Mari Verticali" di Fabrizio Plessi, emiliano di origine ma da anni residente a Venezia. Un'opera realizzata per celebrare il legame con la vela della maison: si tratta infatti di dodici gigantesche imbarcazioni che emergono da altrettanti bacini colmi di acqua e ospitano nella chiglia proiezioni "ipnotiche" di flutti e correnti marine. «Louis Vuitton è particolarmente legata al Veneto, unica regione italiana ad avere tre negozi in tre città diverse (anche la Lombardia ne ha tre ma tutti a Milano, ndr). E poi nel 2009 abbiamo inaugurato la "manufacture de souliere", a Fiesso d'Artico, sulla riviera del Brenta, dove produciamo le nostre scarpe - ricorda Beccari -.I quattro atelier (donna elegante, uomo formale, mocassino e sneaker) sono oggi a pieno regime, la crescita è stata più rapida di quanto pensassimo. Per la parte uomo elegante sono stati di recente internalizzati i savoir-faire della "patina" e del "norvegese", che si aggiungono alle lavorazioni "good-year" e "black" già presenti. Attualmente a Fiesso d'Artico lavorano 294 dipendenti di cui 192 artigiani, due anni fa non arrivavamo a 200 dipendenti in totale». Louis Vuitton è l'unico marchio al mondo a controllare direttamente l'intera rete di distribuzione, una strategia che è parte integrante del successo della maison. «Nel 2010 ci siamo concentrati sull'apertura di nuovi negozi ma anche su quelli che avevamo già: a Verona abbiamo rinnovato e raddoppiato lo spazio e per Venezia abbiamo pensato a una vera e propria "maison", che per noi significa un negozio che ospiti l'intera gamma dell'offerta Vuitton, dalle borse al prét-à-porter, dalle scarpe agli orologi, ma che abbia inoltre uno spazio dedicato a eventi culturali Entro il 2012 l'attuale boutique, a due passi da piazza San Marco, avrà una nuova casa, nell'ex libreria Mondadori, distante pochi metri». Uno spazio enorme, in particolare per Venezia, che farà con ogni probabilità della nuova maison Vuitton il più grande negozio di moda e lusso della città. «Ma è a Roma il nostro prossimo grande progetto di importanza internazionale - conclude Beccari -. In piazza San Lorenzo in Lucina, nello spazio dell'ex Cinema Etoile, tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 aprirà la prima "maison" italiana di Vuitton, con un cinema di 25 Posti all'interno».
Progetto per la Biennale d'arte. Sprint italiano per Louis Vuitton
Louis Vuitton ha annunciato il restauro del padiglione Venezia della Biennale e l'apertura di una maison dietro piazza San Marco. Il progetto è coordinato dal Comune e realizzato in partnership con Arzanà Navi e Fondaco. Il padiglione, costruito nel 1932, verrà riconsegnato alla città in occasione della prossima Biennale d'arte. Il restauro è parte di un percorso iniziato lo scorso anno, con il restauro della Pala gotica d'argento dorato della Chiesa di San Salvador e dell'intervento di ripristino della monumentalità del recinto delle Arche Scaligere a Verona.
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