La campagna nell'area di Tiberio voluta da De Spagnolis POTREBBE partire tra qualche mese una intensa campagna di scavi archeologici nell'area del museo di Tiberio che era stata nei mesi scorsi richiesta con forza dalla direttrice del sito Marisa De Spagnolis. La nota archeologa, alla direzione di uno dei siti più importanti al mondo nell'ambito dell'arte diocleziana, dopo aver avuto un concreto riscontro alla sue teorie sull'enorme patrimonio archeologico ancora sommerso, con il recente ritrovamento di un frammento di marmo facente parte di una fontana della villa di Tiberio, è tornata all'attacco. Sembrerebbe infatti che nei programmi dell'amministrazione comunale in carica ci sia un grande progetto di scavi da realizzarsi però solo a partire dai giorni successivi alle elezioni del maggio prossimo. Un progetto che ha trovato proprio nella De Spagnolis una convinta sostenitrice alla luce della convinzione che anima la studiosa circa la concreta possibilità della presenza di importanti frammenti ancora mancanti di alcuni dei gruppi scultorei del museo, presumibilmente sepolti nella vasta area museale. Il primo passo da fare consisterebbe nell'esproprio dei terreni soggetti allo scavo, dopodiché il complesso iter burocratico passerebbe nelle mani di enti sovra comunali come Provincia e Regione ma in particolar modo della sovrintendenza per i beni culturali, cioè del ministero, per passare poi alla fase definitiva degli scavi una volta reperiti i fondi.