I1 professor Federico Pirro ci ha inviato questa riflessione sulle proposte di Giancarlo De Cataldo riguardanti il rilancio culturale di Taranto, che pubblichiamo. Le tre proposte per il rilancio culturale di Taranto avanzate da Giancarlo De Cataldo meritano grande attenzione e, a parere dello scrivente, piena condivisione: e se, come auspico, a livello istituzionale esse saranno approfondite sotto il profilo operativo per essere avviate a realizzazione potrebbero inserirsi con una loro peculiarità in un più grande programma di iniziative culturali - un vero e proprio 'cartellone Taranto' - cui abbinare un ambizioso programma di promozione turistica della città e della provincia, da vararsi con un progetto che chiamerei Welcome to Taranto. Non si dimentichi, in proposito, che già da tempo sono presenti in città - operando attivamente al servizio dei giovani studenti del territorio - la seconda Facoltà di Ingegneria del Politecnico e il polo ionico dell'Università, ambedue istituzioni accademiche di Bari. Tali centri di formazione potrebbero offrire ad alcune delle iniziative suggerite il prezioso supporto scientifico di docenti e strutture logistiche. Ancora, nel capoluogo opera da anni - anche se molti non lo sanno o l'hanno dimenticato - la Space Software Italia controllata da Selex Sistemi integrati del gruppo Finmeccanica che è una delle punte di eccellenza a livello internazionale nel suo settore e che - insieme a tutte le altre grandi aziende localmente insediate, le loro strutture di ricerca nazionali ed anche al Centro Studi dell'Uva - potrebbe essere coinvolta attivamente nel Festival dell'industria o, come propone il Direttore della Confindustria Murgino, nel Forum della stessa di livello internazionale. Esso deve puntare a portare in zona scienziati, ricercatori, tecnologi ed esperti di imponenti processi produttivi, da gestirsi in logiche di crescente ecosostenibilità, coinvolgendo in confronti diretti e costruttivi, ancorchè dialettici, studiosi e cittadini con le loro associazioni. Il Festival della Magna Grecia a sua volta - che avrebbe nello splendido Museo Archeologico, vanto della nostra regione a livello internazionale, un suo insostituibile e prezioso punto di riferimento - potrebbe configurarsi come un contenitore raffinato di eventi anche spettacolari, convegni, mostre, dibattiti, attività didattiche, richiamando visitatori da ogni parte del Paese e dell'Europa. La scuola di musica popolare potrebbe poi, sia pure in prospettiva, preludere ad un festival da organizzarsi ogni anno in città delle orchestre di musica popolare - con una possibile estensione in loco delle rassegne della Notte della Taranta - dei Paesi del bacino del Mediterraneo e raccordarsi anche al Festival della Valle d'Itria a Martina Franca, in una feconda contaminazione fra musica folk e musica colta. In città, inoltre, si svolge da tempo il Jeff film festival, mentre durante il periodo pasquale il capoluogo vive da lungo tempo ormai i riti di elevata suggestione culturale della Settimana santa che attraggono flussi crescenti di turisti. I complessi monumentali di Taranto - Castello aragonese, Arsenale con la sua 'sala a tracciare' adibita a funzioni museali, il Marta, la tomba dell'atleta, la Cattedrale e la Concattedrale - potrebbero essere, se funzionalmente attrezzati, i contenitori di eventi su cui concentrare azioni sistematiche di incoming turistico che si propongano, in collegamento anche con i grandi centri della provincia e le loro strutture ricettive, di portare ad un raddoppio di arrivi e presenze in un lasso di tempo però molto breve. Il dott. De Cataldo, a mio avviso, dovrebbe essere allora il Direttore artistico di questo ambizioso progetto di rilancio culturale e turistico della capitale della Magna Grecia, magari affiancato da un Comitato tecnico-scientifico di assoluto standing internazionale. Tale progetto - per la cui realizzazione i fondi possono essere conferiti pro quota da grandi aziende, Enti locali, banche, Regione, Ministero dei beni culturali, Camera di Commercio, Istituzioni ecclesiastiche, operatori alberghieri, associazioni di categoria - dovrebbe avere un rilevante impatto occupazionale, sia pure a part-time ma ripetuto nel tempo, e generare crescenti ricavi per le singole manifestazioni, promosse e gestite con logiche imprenditoriali. Sarebbe questa la migliore risposta operativa a tutti coloro - associazioni ambientaliste in testa - che da tempo ormai non riescono ad andare al di là di semplici petizioni di principio, in buona misura antindustrialiste, sulla riconversione economica della città, citando (erroneamente) fra le altre le esperienze di Bilbao ove, è bene saperlo, furono dismesse industrie che erano ormai decotte. Ma questo, fortunatamente, non è il caso di Taranto ove, invece, a dispetto delle opinioni di alcuni improvvisati economisti, industria e turismo possono ben convivere, dando così robustezza allo sviluppo economico della città e del suo hinterland.
Taranto, sulla programmazione culturale. Perchè le proposte di De Cataldo vanno raccolte
Il professor Federico Pirro riflette sulle proposte di Giancarlo De Cataldo per il rilancio culturale di Taranto. Le proposte includono un festival di cultura, un programma di promozione turistica e l'attivazione di strutture logistiche. Il professor Pirro sostiene che queste proposte meritano attenzione e condivisione. Egli propone di creare un "cartellone Taranto" che includa anche un programma di promozione turistica e un festival di musica popolare. Il professor Pirro suggerisce anche di coinvolgere le strutture logistiche dell'Università e del Politecnico di Bari, nonché le aziende locali come la Space Software Italia.
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